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Pagina inziale » Oggi si parla di... » Articolo n. 5582 del 29 maggio 2007 (3360) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
Liberalizzazione energia elettrica: cosa succederà?
Liberalizzazione energia elettrica: cosa succederà?
Dal prossimo primo luglio il mercato Italiano dell’energia elettrica sarà “liberalizzato” e anche i clienti privati potranno cambiare fornitore in base alle offerte più convenienti proposte sul mercato.
 
A poco più di un mese di distanza da questa scadenza gli italiani risultano però disinformati sull’argomento e i sondaggi dicono che più del 50% degli intervistati non sa della liberalizzazione e di questa facoltà data agli utenti che sarà a breve disponibile.
Ventinove milioni di consumatori (a tanto ammontano le utenze private) “sembrerebbero” quindi impreparati alla liberalizzazione voluta dall’Unione Europea che dovrebbe, almeno nelle intenzioni, introdurre un po’ di sana concorrenza nel settore per consentire di risparmiare sulla bolletta .
 
E’ pur vero, almeno nella nostra esperienza, che gli italiani non si affezionano alle parole e agli slogan ma è altrettanto vero che chiedono di risparmiare sul costo dell’energia elettrica in un settore tra i più cari d’Europa che annovera nelle bollette il 20% di oneri impropri (11 voci tra addizionali, agi, contributi vari, perdite, attività nucleari ecc.) 
 
L’imminente entrata in vigore della liberalizzazione desta qualche preoccupazione e sia le associazioni dei consumatori che l’Autorità di settore ritengono urgenti il varo di misure minime legislative di garanzia per tutelare le famiglie dall’assalto dei gestori elettrici ovvero da quella folla di promotori senza scrupoli che promettono sconti e facilitazioni che poi non arrivano mai.
 
L’Autority propone al Governo di adottare norme finalizzate ad instaurare una soluzione tampone ovvero una nuova struttura di tariffe amministrate riservate alle famiglie applicabili prima di transitare nel regime definitivo. La motivazione di questa soluzione è del tutto condivisibile perché ad oggi mancano ancora i parametri normativi per identificare il disagio sociale e per tutelare le famiglie che dovranno godere di sconti mirati.
 
Speriamo in bene perché gli antefatti alla liberalizzazione del mercato ai privati non lasciano ben sperare se solo si fa riferiamo a quanto è accaduto nel segmento già liberalizzato (negozi, ristoranti, professionisti ecc.ecc.) dove una serie di “promotori” dell’Enel hanno proposto ed ottenuto le firme sui nuovi contratti “Prezzo Amico”, ovvero le altre forme “Anno sicuro e Energia pura” per il mercato libero dell’energia elettrica. A parole e dopo la verifica delle bollette precedenti hanno promesso sconti e notevoli vantaggi salvo poi scoprire, nella maggioranza dei casi dopo la firma, che il nuovo contratto comportava un aggravio delle spese e un prezzo più caro dell’energia.
 
Nemmeno sotto il profilo della trasparenza i contratti del mercato libero brillano per rettitudine; quelli utilizzati fino ad ora sono scritti in aramaico antico, sono incomprensibile ed è impossibile evidenziare il proprio consumo fatturato che, tra l’altro, viene espresso in Mwh. Si tratterebbe di un sostanziale passo indietro rispetto alle nuove bollette dell’energia elettrica, distribuite dallo scorso gennaio in poi, e sul vincolo di adottare uniformemente sul territorio nazionale un unico schema di fatturazione valida per ogni fornitore.
Le nuove norme commerciali, senza un vincolo legislativo, rischiano poi di essere piegate alle necessità delle aziende ed imposte in termini pesanti ai consumatori magari in modo del tutto vessatorio e con clausole penalizzanti, tipo quelle in atto ora nel mercato dove per disdettare è necessario un preavviso di sei mesi.
 
Massima attenzione quindi e un consiglio a tutti : prima di cambiare gestore informatevi, leggete attentamente le norme di contratto e non fidatevi degli imbonitori.
 
 Informazioni 
 

Mario Spadini

Pavia, 29/05/2007 (5582)




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