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Pagina inziale » Cultura » Articolo n. 554 del 5 novembre 2000 (4561) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
Fateci spazio
Fateci spazio

Pavia e Vigevano, due realtà artistiche diverse, un solo unico problema: lo spazio. Da una parte Il Fraschini, dall'altra il Cagnoni, in mezzo Fiorenzo Grassi, trait d'union artistico tra le due città. Tutto intorno, invece, il nulla. Pochi gli spazi a disposizione per quelle compagnie che il teatro lo utilizzano fuori dai circuiti classici. A Pavia il gruppo Delitti in biblioteca il suo palco se lo è ricavato in proprio, per gli altri (pochi a dire il vero) rimangono il palco del cinemateatro Poli e gli spazi estivi, ricavati in luoghi assolutamente non convenzionali.

Per Vigevano la situazione è ancora più difficile. Un solo teatro e tante compagnie a contendersi le luci della ribalta. Un problema non da poco che è stato affrontato nei giorni scorsi dall'assessore Bologna, dallo stesso Grassi chiamati a confronto dalle compagnie locali. La Compagnia del Grillo (reduce dai successi della nuova messa in scena, Salmi e salmì), I Martelloni, Il Mosaico, Teatroincontro, Il centro sperimentale d'arte, Il gruppo artistico vigevanese e l'ultimo arrivato La Scena sono una realtà impossibile da ignorare.

Tutti hanno un loro pubblico, una loro attività più o meno continua, tutti hanno il diritto di potersi esprimere. Dove, non si sa. Sul tavolo delle discussioni sempre e comunque gli spazi: un palco dove potersi esibire, senza dovere ogni volta attendere un vuoto in cartellone al Cagnoni e, non ultimo, le spese che l'utilizzo di un teatro del genere comporta. Spazi sulla carta non mancano - la Cavallerizza e l'Auditorium di viale Libertà sembrerebbero i migliori - ma il timore è che le priorità stiano sempre da un'altra parte. A Bologna e Grassi la possibilità di smentirci.

 
 Informazioni 
 

Pier Paolo Bonelli

Pavia, 05/11/2000 (554)

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