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Pagina inziale » Musica » Articolo n. 5352 del 2 aprile 2007 (3154) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
Micio Fassino ... continua
Micio Fassino ... continua
A proposito di storie di musicisti, ho cominciato a narrarvi l’esperienza americana di Maurizio “Micio” Fassino, chitarrista dei Chicken Mambo (ma non solo).
 
Un po’ con parole mie (poche) e un po’ attraverso il suo racconto diretto (molto), eccovi la seconda puntata. Micio ha già fatto le sue prime esperienze in terra americana ed ha consolidato un’amicizia importante con Merel Bregante e sua moglie Sarah Pierce.
 
Io ho lavorato un po’ in studio, in piccoli studi come quello di Merel, in grandi studi come all’Excalibur di Rubiera, ma non mi sono mai sentito così a mio agio come nello studio di Merel. Sarà anche per questo che ci torno regolarmente ogni due anni! L’amicizia che si era sviluppata con Merel e Sarah è sfociata l’anno successivo nell’organizzazione del primo tour di Sarah Pierce in Italia. E’ stata un’idea di Merel, gli eravamo piaciuti come musicisti e così ha voluto me e Joe” (Barreca) “nella band che era completata anche da Kenny Grimes alla chitarra elettrica. E’ stato bellissimo e per me è stata la prima volta che ho avuto l’occasione di suonare un intero tour con musicisti americani, mi era già capitato con i Chicken Mambo di dividere il palco con il grande Richard Thompson ma fare un intero tour è un’altra cosa. Con i Chicken Mambo siamo poi tornati l’anno successivo sempre in Texas per fare un tour organizzato da Merel (che suonava con noi la batteria) e Donny Price, un bravo bassista di Marble Falls che ci aveva ospitato l’anno precedente per le registrazioni del disco. E’ stato un successone, e la gente non riusciva a credere che non fossimo musicisti di professione; all’inizio ci guardavano in maniera un po’ strana, come quando vedi un cinese che fa una pizza, poi dopo una canzone cominciavano a scaldarsi e a fine serata facevamo gli autografi! Siamo anche riusciti a fare un’apparizione in televisione all’Austin Music network, una specie di videomusic americana, dove abbiamo suonato 4 pezzi dal vivo. Era entrato a fare parte dei Chicken Mambo in quel periodo anche Stefano Intelisano e adesso vive là e si mantiene facendo il musicista.”
 
In effetti, di Stefano vi ho parlato più volte e, anche di lui e della sua esperienza americana avevo pubblicato un racconto a puntate.
“Durante il tour, ho avuto anche l’occasione di conoscere Willie Nelson! Siamo andati al suo show in uno spazio allestito all’esterno di una vecchia dance-hall vicino a SanAntonio. Il gruppo di Donny Price apriva il concerto, così abbiamo avuto l’opportunità di avere il backstage-pass e due sono le cose che ricordo con più piacere: la prima è che il pubblico di Willie Nelson sembrava quello di Vasco Rossi, c’erano circa 5.000 persone la cui età andava dai 16 ai 60 anni; la seconda e che abbiamo fatto la nostra bella fila per poter conoscere Willie, il quale dopo aver fatto quasi due ore di concerto, ha aspettato con pazienza che tutti i fortunati avventori del backstage avessero il loro attimo di gloria e alla fine, dopo aver scambiato qualche parola e qualche foto anche con noi, se n’è andato nel bus a riposare. Questo è l’esempio che ti spiega perché in america la musica è una cosa seria; anche se sei nello swobiz e sei un personaggio famoso, c’è sempre il rispetto per il pubblico che ti viene ad ascoltare e altra cosa molto importante e (secondo me) molto diversa da quanto succede qui in Italia, è il rispetto che qualsiasi artista d’oltreoceano ha nei confronti di un musicista che viene dall’Italia e che magari come il sottoscritto fa il vigile urbano per vivere. Questo è un'altra cosa che rende l’America, almeno dal punto di vista musicale, un grande paese. Io ho conosciuto nel corso degli anni un sacco di musicisti italiani e anche di artisti più o meno famosi e devo dire che posso contare sulla punta delle dita quelli che non “se la tiravano” e che non ti trattavano come una specie di rifiuto musicale solo perché suonavi in un gruppo di provincia, anche se poi avevi comunque un curriculum di tutto rispetto.”
 
Questa che afferma Micio, in quest’ultimo passaggio, è una realtà dolorosamente vera di cui, ogni voilta, “fa male” parlare. Purtroppo anch’io, nei miei 41 anni di esperienze musicali, non ho potuto far altro che constatare questo aspetto deleterio del mondo musicale italiano in cui sia chi “star” è, oppure si considera tale (anche senza esserlo), prende questo atteggiamento da intoccabile divinità a cui tutto è dovuto e per cui tutti gli altri (nessuno escluso) sono sicuramente inferiori o da non prendere in considerazione. All’estero, e non solo negli Stati Uniti, le cose (per fortuna) funzionano diversamente. Ho potuto constatarlo di persona (ancora una volta) quando due anni fa sono andato a registrare ad Abbey Road (a Londra). Alex (il tecnico) sino al giorno prima aveva registrato con “il signor” Paul McCartney, eppure ci ha trattato come se fossimo i più importanti musicisti con cui aveva a che fare. Da noi in Italia, al contrario, spesso ti capita di entrare in una sala di registrazione di quart’ordine e di avere a che fare con un tecnico “spocchioso” che si ritiene un genio, non ascolta quello che gli dici e ti risponde (magari) “Oh, il tecnico sono io. Tu pensa a suonare!”.
 
Va beh, torniamo al racconto.
“Comunque, ritornando a bomba, proprio durante il tour americano dei Chicken Mambo, io e il Joe vivevamo a casa di Merel e durante i tempi morti del tour abbiamo cominciato ad incidere il disco di Sarah Pierce “Birdman” il che ci ha portato poi qualche mese dopo a tornare io e lui in texas per finire le registrazioni. In questa occasione ho avuto il piacere di incontrare il grande Riley Osborne, credo uno dei più grandi tastieristi americani almeno per quanto riguarda l’organo Hammond, sicuramente il migliore di Austin e dintorni e suonare insieme a lui è stato veramente esaltante e, sempre tornando al discorso del rispetto, la cosa più incredibile è che durante le registrazioni di una canzone di Sarah lui chiedeva a me suggerimenti per l’arrangiamento del pezzo!!! Incredibile, ma vero, anzi si stupiva del fatto che io mi meravigliassi della cosa. Comunque, dopo il disco ci fu un altro tour di Sarah in Italia sempre con me e il Joe al basso, più Stefano Intelisano alle tastiere e naturalmente Kenny Grimes alla chitarra. Stava nascendo una collaborazione oltre che un’amicizia che portò l’anno seguente Merel ancora in Italia insieme a me Joe e Stefano per accompagnare un talentuoso cantante inglese, Terry Clarke e successivamente portò il sottoscritto e Stefano a tornare in Texas per registrare il nuovo disco di Sarah, “Love’s the only way”. Alla fine io tornai a casa mentre Stefano si stabilì ad Austin e atutt’oggi non è ancora tornato. Sono andato altre tre volte e ho fatto altri tre tour con Sarah Pierce l’ultimo dei quali quest’autunno, quando abbiamo suonato anche in Pavia e provincia (Cotton Club-Voghera, Malaika-Pavia e Bluestage-Linarolo).”
(continua)
 
 Informazioni 
 

Furio Sollazzi

Pavia, 02/04/2007 (5352)

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