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Pagina inziale » Musica » Articolo n. 5316 del 26 marzo 2007 (2978) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
Storie di Musica: Micio Fassino
Storie di Musica: Micio Fassino
Sapete che mi piace raccontarvi storie di musicisti, storie vere, di persone che conosciamo, che ci vivono accanto e che vivono avventure che, a volte, hanno dello straordinario nella loro semplicità. Ci sono, tra i musicisti pavesi, alcuni personaggi che amano mettersi continuamente in gioco, rapportarsi con realtà che (all’apparenza) sono molto distanti dalla loro e che nel perseguire i propri sogni musicali si spingono là dove sono le radici della musica che amano.
 
Vi ho già detto dei Mandolin Brothers (che sono riusciti ad infiammare il pubblico della Florida, pur essendo degli italiani che suonano blues; è un po'’come se un musicista di Los Angeles venisse in Italia a cantare le canzoni napoletane), di Stefano Intelisano (che ormai vive stabilmente ad Austin, in Texaxs, e suona con tre diversi complessi), di Fabrizio Poggi (che con i suoi Chicken Mambo è stato il primo a varcare l’oceano e a stabilire duraturi rapporti di amicizia con musicisti statunitensi).
Ed è proprio insieme a questi due ultimi nomi che è iniziata l’esperienza americana di Maurizio “Micio” Fassino.
 
Vi riporterò stralci di questa sorta di Diario Americano che ho chiesto a Micio di “buttarmi giù”, così come gli veniva, dopo essere appena tornato dall’ultimo viaggio (il settimo).
 
La prima volta che ho raggiunto il Texas è stato nel 1998 per registrare il disco “Nuther World” dei Chicken Mambo, il gruppo dove suono la chitarra da almeno 15 anni. Avevamo deciso di sfruttare la conoscenza che Fabrizio Poggi, leader del gruppo, aveva fatto col produttore Merel Bregante tramite Don McCallister, un cantautore di Austin che aveva fatto l’ospite nel disco precedente dei Chiken. Volevamo un sound americano e quale posto migliore per registrare il disco che Austin? Mi ricordo la prima volta che ho visto Merel ero un po’ emozionato, però mi ha messo subito a mio agio ed ho capito subito che saremmo diventati amici . Le registrazioni di “Nuther World” sono state massacranti: i primi due giorni abbiamo fatto la backline ti tutti i pezzi, con Joe Barreca al basso e Merel alla batteria, mentre alla consolle lo sostituiva, Casey Pollock, il bravo chitarrista di un gruppo emergente all’epoca ed ora molto conosciuto in Texas, i Reckless Kelly. I giorni seguenti è stato il sottoscritto a fare tutte le acustiche più un paio di pezzi con l’elettrica. Nel frattempo ecco arrivare i primi ospiti: Kenny Grimes, simpaticissimo e mostro dell’elettrica country style (Hal Ketchum), John Inmon, credo uno dei migliori chitarristi in circolazione (Jerry Jeff Walker), Thad Beckam al dobro e del grande e compianto Champ Hood (Lyle Lovett) al violino. Alla sera, al termine del “duro” lavoro si andava in pista nei locali a cercare di sentire buona musica e così una sera, andando al Continental Club per sentire i già citati Reckless Kelly, Angelina, la moglie di Fabrizio, nota tra il pubblico uno dei suoi idoli, il grande Jimmy LaFave, lo avvicina, fanno due chiacchiere e due giorni dopo viene in studio da Merel per registrare un pezzo in duetto con Fabrizio senza volere il becco di un quattrino “..quando verrò in Italia, mi inviterete a mangiare un bel piatto di spaghetti, questo è il mio cachet.
 
Ecco, questo in Italia succede molto raramente mentre con i musicisti stranieri (non solo gli americani) è molto facile avere un rapporto “musicale” perché, con le debite eccezioni, il ruolo della Superstar non interessa e non piace.
Ma riprendiamo il racconto:
 
Finite le mie parti di chitarra e quelle degli ospiti è stata la volta della voce di Fabrizio e della sua armonica e organetto, poi per le backing vocals si è presentato Mike Blakely, grande cantautore e scrittore di successo di romanzi che narrano di storie di cowboys. E finalmente è stata la volta di Sarah Pierce, moglie di Merel: ecco un’altra grande amicizia che è nata in quei gorni e che prosegue fino ad oggi.
Si è aggiunto al gruppo anche il grandissimo Jerry Jeff Walker, uno dei più grandi cantautori americani mai esistiti, che essendo amico di Merel ha accettato volentieri di cantare e suonare l’armonica nel pezzo che apre il disco, naturalmente anche lui senza vedere il becco di un quattrino, ma solo per la gioia di suonare con musicisti che fanno la musica americana con grande passione anche se stanno dall’altra parte dell’oceano. Peccato che noi eravamo già partiti per l’Italia, ma quando Fabrizio l’ha saputo… beh credo non abbia dormito per una settimana; pensa che Walker è sempre stato, insieme a Bob Dylan, uno dei suoi idoli e se lo è ritrovato lì sul disco a dettare con lui!
Proprio durante le numerose ore passate in studio per le registrazioni di Nuther World ho cominciato a conoscere e appezzare Merel Bregante e penso che la cosa sia stata reciproca; l’unica differenza e che io sono solo un chitarrista di Pavia e lui è la storia della musica americana degli ultimi 40 anni, nonché un ottimo e apprezzato sound engineer. Come tu saprai ha fatto parte prima della Sunshine Company, poi della Dirt Band, poi Loggins & Messina (tre dischi di platino e non so più quanti d’oro), ma la cosa che più mi lasciava di stucco e che si parlava che so, di Jackson Browne, bene erano amici d’infanzia, parlavi dei Doors, ne aprivano i concerti con la Sunshine Company, si parlava degli Allman Brothers Band? Bene, Merel suonava con Duane Allman prima che nascesse lo storico gruppo. Insomma era come parlare con un enciclopedia! Ma la cosa più interessante di questo grande uomo è la sua personalità, la sua gioia di vivere e il piacere delle cose semplici e ti assicuro che registrare con lui dall’altra parte del “vetro” è la cosa più naturale e semplice di questa terra.
(continua…)
 
 Informazioni 
 

Furio Sollazzi

Pavia, 26/03/2007 (5316)

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