Pavia e provincia: Pavese, Oltrepò Pavese, Lomellina, eventi, spettacoli e manifestazioni di Pavia e provincia
sabato, 31 ottobre 2020 (308) Qual Buon Vento, navigante! » Entra


 
Articoli della stessa rubrica
» Giornata Internazionale delle Bambine e delle Ragazze
» Comune che vai, fisco che trovi
» Cyberbullismo: il male sottile
» Cities for Life - Città per la Vita/Città contro la Pena di Morte
» Evviva la Repubblica
» Ecco la carta dei servizi e dei diritti per i Musei di Pavia
» Nasce Radio Local
» Treno Verde 2016
» Pavia ad HappyCube
» Un altro Sanremo alle spalle
» Minerva d'Artista
» Appesi a un filo, ma senza rassegnazione
» I Beatles in edicola
» Madagascar 3: Ricercati in Europa. Ma anche a Pavia...
» Chiusura dei cinema Corallo e Ritz
» InfoMatricole 2012
» Pavia-Innsbruck: un gemellaggio possibile?
» Una fiaccolata per sensibilizzare sull’autismo
» Buio in sala? Prima che i cinema chiudano anche a Pavia
» Oscar 2012!

Vedi archivio

 
Altri articoli attinenti
» Francesca Dego in concerto
» Al Borromeo l'omaggio a Beethoven
» Christian Meyer Show
» Concerto di Natale - Merry Christmas in Jazz & Gospel
» Festival di Natale - ¡Cantemos!
» Festival di Natale - El Jubilate
» Festival di Natale - Hor piango, hor canto
» Concerto di Natale
» Festival di Natale - O prima alba del mondo
» Up-to-Penice omaggia De Andrè
» Duo violino e violoncello
» Cori per il Togo
» Open-day al Vittadini. Laboratori musicali per l'infanzia
» Stayin' alive LVGP sings 70s
» Omaggio a Offenbach e Lirica del cuore
 
Pagina inziale » Musica » Articolo n. 5250 del 7 marzo 2007 (1834) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
Sanremo 2007
Il logo della manifestazione
Sono nato nel 1950 e, quindi, ho la stessa età del Festival di Sanremo; si può dire che tutta la mia vita è stata accompagnata dalle note delle canzoni di Sanremo… ma anche dalle polemiche legate a questo Festival.
 
Nilla Pizzi, Aurelio Fierro, Gino Latilla li ascoltavo in radio mentre giocavo sotto il tavolo su cui la domestica stirava canticchiando anche lei le canzoni.
Quando il Festival si svolgeva in una sola serata ho visto nascere il fenomeno Celentano. Negli anni ’60 ho seguito con gioia l’avvicendarsi dei gruppi beat che, per la prima volta, irrompevano su quel palcoscenico con i capelli lunghi, i vestiti colorati, le chitarre e le batterie.
 
Le tre serate e il playback hanno segnato le edizioni più tristi del Festival, tra i ’70 e gli ’80. L’ho visto rinascere dalle proprie ceneri come l’Araba Fenice e poi impantanarsi in assurde e pesanti lungaggini e approdare a queste edizioni elefantiache, spalmate su cinque interminabili serate televisive.

Ho visto presentatori, inutili vallette, comici e persino pleonastici balletti; ho assistito a gioie vittoriose e a inspiegabili tragedie come quella di Tenco. Ho ascoltato canzoni belle e brutte, mediocri e tragiche, innovative e divertenti.
Mai una volta che, alla fine del Festival, si sia detto “ma che bella edizione!”. Non c’è pericolo.
 
La polemica e le critiche sono fenomeni endemici al Festival, così come le discussioni al bar lo sono alle partite di calcio: ognuno diventa tecnico ed esperto e deve dire la sua. Ma questo non fa altro che dimostrare l’enorme popolarità del fenomeno e quanto (comunque) gli italiani ne restino coinvolti.
 
Sull’edizione 2007 che dire, che non sia già stato detto (a volte ancora prima che il Festival prendesse il via)?
Baudo, al di là di tutto, è sempre il migliore e la Hunziker è fresca, naturale, divertente e bella.
La musica? Beh, da anni ormai non è più rappresentativa del mercato italiano, ma solo una vetrina fine a sé stessa e agli interessi di questa o quella casa discografica. La media delle canzoni è stata mediocremente buona se si eccettua il fatto che gli italiani non sono più capaci di scrivere canzoni allegre (con l’eccezione del divertente ed intelligente Silvestri che ha “sparato lì” un brano che diventerà sicuramente il “tormentone” dell’estate) e ricadono sempre nel tunnel del lamento.
 
Anche i cosiddetti testi impegnati (come quelli che si sono aggiudicata la vittoria nelle rispettive sezioni) mi sono sembrati capziosi e un po’ furbetti. Come poi le giurie esterne abbiano stilato la classifica la dice lunga sul livello di preparazione musicale degli italiani (o perlomeno, di quegli italiani).

In definitiva… niente di nuovo sotto il sole perché, come dice la sigla… Sanremo è Sanremo.
 
 Informazioni 
 

Furio Sollazzi

Pavia, 07/03/2007 (5250)

RIPRODUZIONE VIETATA
www.miapavia.com è testata giornalistica, il contenuto di queste pagine è protetto dai diritti d'autore.
In caso di citazione o utilizzo, si prega di evidenziare adeguatamente la fonte.



MiaPavia è una testata giornalistica registrata, © 2000- 2020 Buon Vento S.r.l. - P.I. IT01858930181
Tutti i diritti sono riservati - Chi siamo - Contatti - Mining pool