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Pagina inziale » Università » Articolo n. 494 del 13 aprile 2001 (2839) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
Giuseppe Brambilla
Giuseppe Brambilla

Non ci sono moltissimi "retroscena da svelare": il prof. Brambilla è una persona aperta che chiacchiera volentieri con i suoi studenti, è un uomo "alla mano" con cui si può parlare, e non solo del suo corso, di esami e di sedute di laurea... Anche se quelle proprio non gli mancano, lo scorso anno, tra tesi e sottotesi, ha laureato 32 studenti! La sua materia è indubbiamente affascinante ma, senz'altro, il suo carattere così aperto e disponibile, contribuisce a renderlo uno tra i relatori più "gettonati" della facoltà.

Vediamo comunque di scoprire qualcosa in più di lui.

Nome: Giuseppe
Cognome: Brambilla
Facoltà: Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali
Corso di laurea: Scienze Naturali e Geologia
Insegnamento: Paleontologia generale e Paleontologia vegetale
Sul comodino: un abat-jour, regalo di nozze, illumina libri gialli o di fantascienza. La sveglia è sul pavimento, troppo vicino.. disturba!
Nel frigorifero: Fuori adesivi e magnetini, dentro di tutto un po'. Non manca mai il gelato, così come i cioccolatini, che però trovano posto in salotto (il Professore è un goloso)

Il dialogo (mi piace così poco il termine "intervista") si svolge nel suo ufficio, al dipartimento di Scienze della Terra; un locale che già la dice lunga sui suoi interessi. Non si respira un'aria da Giurassic Park, tutt'altro, lo studio è una sorta di serra. Tra i suoi "sassi", come definisce simpaticamente i fossili che studia, crescono rigogliose una piccola Araucaria, una Peperomia, numerose piantine grasse, ma non solo... il prof. Brambilla ha un pollice verde "rinomato" nei corridoi del dipartimento. "Questa - spiega mostrando fiero una splendida orchidea fiorita - la stava buttando via un mio collega, un vero delitto visto che non era ancora morta; così gli ho impedito di farlo e me ne sono occupato io...ora le ho scattato una foto, così, tanto per suscitare un'amichevole invidia da parte sua e di sua moglie."

Il giardinaggio è un hobby che lo accompagna nelle sue fughe al Lago di Monate dove, appena può, si ritira con la famiglia. "Mia moglie, Maria Brigida, - racconta Brambilla - è la mia ombra in giardino. Giusto lo scorso fine settimana mi assisteva in un'arrampicata su di un'Albizia che doveva essere potata".

E a proposito di famiglia?

"Sono felicemente sposato da trent'anni, - continua il professore - io e moglie, insegnante, attivamente impegnata tra le fila del Comitato di Quartiere, abbiamo due figli. Federica, laureanda in architettura, ed Alessandro, iscritto al secondo anno d'ingegneria. Due ragazzi che, molto più "pratici" del padre, hanno scelto facoltà universitarie più "convenienti" (sorride sfregando pollice ed indice). Non mi posso certo lamentare di loro - commenta con aria comprensibilmente orgogliosa - sono due bravi ragazzi... anche se (aggiunge ironico) un po' per studio, un po' per amicizie e interessi vari, si sono impossessati il mio pc costringendomi all'acquisto di un portatile!".

Già, perché non vi ho ancora detto che il computer è un altro degli hobby del professore. L'attrezzatissimo studio rivela questa passione: pc, con tanto di zip, stampante, scanner, telecamere digitali collegate ai microscopi sono ormai inseparabili compagni di lavoro. Da casa, confessa che naviga anche in internet e promette (professore ormai lo ha detto!) di visitare anche il nostro sito...

Ama anche la pesca e ogni gara si presenta come una buona occasione per sfidare i colleghi appassionati dello stesso sport. Colleghi che, ad essere onesti, lo accusano di avere una fortuna sfacciata, e come dar loro torto? Un ultimo aneddoto che, senza voler nulla togliere all'abile lenza del professore, sinceramente insinua un dubbio.

Il professore, dedica buona parte del suo tempo libero alla paleontologia collaborando con i tanti musei del settore e partecipando alla sistemazione della collezione di fossili del Castello (circa 7000 pezzi finora) e di quelli della collezione Spallanzani (altri 1000). Tra un esame e una lezione è riuscito a pubblicare su Pianura (rivista di scienze e storia dell'ambiente padano) un lavoro sui legni silicizzati del Po e uno sui fossili del Casteggiano... ma veniamo alla sua fortuna.

"Anni fa durante un congresso internazionale in Provenza, io e i miei colleghi ci siamo fermati a mangiare un panino all'aperto. Eravamo su calcari giurassici e la pausa pranzo è stata il momento per mostrare i fossili trovati e "farsi belli" dei propri ritrovamenti. Io non avevo trovato granché, ma non mi ero ancora accorto che quel comodo sasso su cui mi ero seduto era un'enorme Ammonite!". Che aggiungere professore? Complimenti!

 
 Informazioni 
 

Sara Pezzati

Pavia, 13/04/2001 (494)

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