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Pagina inziale » Oggi si parla di... » Articolo n. 4902 del 27 novembre 2006 (1571) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
“150 ore a Pavia”
“150 ore a Pavia”
33 anni fa, nel 1973, il movimento sindacale italiano si rese artefice di un'importante conquista: con una lunga vertenza che vide protagonisti i metalmeccanici, riuscì ad ottenere il riconoscimento del diritto dei lavoratori alla "educazione permanente".
 
Secondo il principio sancito dall'Unesco nella Conferenza di Montreal del 1960, ogni individuo adulto ha diritto ad alternare la propria attività lavorativa, secondo criteri di scelta propri, a periodi retribuiti di formazione, di base e professionali.
 
Nacquero così le “'150 ore”, i corsi rivolti agli adulti per il conseguimento della licenze della “scuola dell'obbligo”, ovvero destinati ad altri aspetti, più specifici, della formazione culturale e professionale.
In sostanza, con la vertenza chiusa il 19 aprile del 1973, ogni lavoratore poteva utilizzare fino a un massimo di centocinquanta ore retribuite purché attestasse la frequenza a un corso regolare di studi.
Da subito, tuttavia, i corsi superarono l'orizzonte ristretto dell'intervento scolastico e professionale, per affermarsi invece come strumento “autogestito” e “'democratico” in grado di rispondere a una domanda formativa più larga e articolata.
 
Il video-documentario, prodotto con il supporto di Auser Pavia, ricostruisce, attraverso il racconto dei protagonisti, la storia e la memoria dei corsi delle 150 ore a Pavia.
La proiezione vuole rappresentare un’occasione di confronto sui temi della formazione permanente e dell’accesso alla cultura oggi, a trent’anni di distanza da quell’esperienza.
 
 Informazioni 
Quando: giovedì 14 dicembre, ore 17.30
Dove: Aula Grande di Scienze Politiche, Strada Nuova 65, Pavia
 

Comunicato Stampa

Pavia, 27/11/2006 (4902)




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