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Pagina inziale » Università » Articolo n. 4893 del 27 novembre 2006 (1867) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
La Masseria delle Allodole
La copertina del libro
Ultimo appuntamento (del 2006) al Collegio Nuovo: giovedì sera Antonia Arslan, di formazione archeologa, già docente di Letteratura presso l'Università di Padova, parlerà con Carla Riccardi del suo libro che racconta, attraverso le vicende della famiglia dell'autrice, l'olocausto del popolo armeno. Un popolo "mite e fantasticante": così lo definisce l'Arslan.
 
L'iniziativa è promossa dal Soroptimist International (Club di Pavia), impegnato nella promozione dei diritti umani, con particolare attenzione alla condizione femminile, ed anche per questo che il Collegio Nuovo ha deciso di ospitare l’incontro per la presentazione de “La Masseria delle Allodole” (edito da Rizzoli)… Un'occasione per mettere a fuoco, attraversando la memoria storica e indagando la finzione letteraria, un altro dramma dei sommersi e dei salvati.
 
Pluripremiato e tradotto in 10 lingue, il libro che risponde all'imperativo di non dimenticare le situazioni storiche in cui i più elementari diritti sono stati negati e nel contempo offre un drammatico spaccato di vita in cui le donne, con forza e dolcezza, intelligenza e coraggio riescono superare la barbarie.
 
Intervistata da Raffaella Bettiol sul ruolo della donna nella cultura armena, l’autrice risponde che la cultura in tutta l’Armenia era sentita e vissuta come mezzo di emancipazione e liberazione anche per le donne, che avevano un alto grado di scolarizzazione sin dai primi del Novecento: “Le ragazze sapevano tutte leggere, spesso si iscrivevano alle scuole superiori e seguivano corsi di specializzazione in computisteria o in alto artigianato. Tutto ciò sta sempre di più venendo alla luce, in quanto in California, dove vive mezzo milione di Armeni, vi sono alcune importanti cattedre di cultura e di lingua armena, nelle quali attualmente si svolgono delle ricerche sulle singole città della patria perduta. Tutti coloro che provengono da queste città portano la loro testimonianza. È emerso, ad esempio, che nella piccola città di Kharpert c’erano moltissime scuole di tutti i tipi e numerosi collegi”.
 
In “La Masseria delle Allodole”, l’Arslan attinge ai ricordi familiari per raccontare la tragedia di un popolo “mite e fantasticante”, gli Armeni: la masseria è la casa, sulle colline dell’Anatolia, dove, nel maggio 1915, all’inizio dello sterminio degli Armeni da parte dei Turchi, una famiglia viene trucidata: tre bambine e un “maschietto-vestito-da-donna” (travestimento per sfuggire all’uccisione immediata) salperanno per l’Italia, dove li accoglierà lo zio Yerwant, nonno dell’autrice, “colpevole di essere sopravvissuto”, perché emigrato giovanissimo.
 
Antonia Arslan, laureata in archeologia, è stata professore di Letteratura italiana moderna e contemporanea all'Università di Padova. È autrice di saggi pionieristici sulla narrativa popolare e d'appendice (Dame, droga e galline. Il romanzo popolare italiano fra Ottocento e Novecento), esperienza fondamentale di cui ha fatto tesoro per il suo primo romanzo, "La Masseria delle Allodole". Si è occupata anche della "galassia sommersa" delle scrittrici italiane (Dame, galline e regine. La scrittura femminile italiana fra '800 e '900). Attraverso l'opera del poeta Daniel Varujan - di cui ha tradotto (con Chiara Haiganush Megighian e Alfred Hemmat Siraky) le raccolte Il Canto del Pane e Mari di grano - ha riscoperto la sua profonda identità armena. Ha curato un libretto divulgativo sul genocidio il cui titolo (Metz Yeghèrn. Il genocidio degli Armeni, di Claude Mutafian) riprende l'espressione ("Il grande male") con cui gli Armeni definiscono il loro dramma. Dramma documentato anche da una raccolta, da lei curata, di testimonianze (Hushèr. La memoria. Voci italiane di sopravvissuti armeni).
 
 
 Informazioni 
Dove: Collegio Nuovo, via Abbiategrasso, 404 - Pavia
Quando: giovedì 30 novembre 2006, ore 21.00
 

La Redazione

Pavia, 27/11/2006 (4893)

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