Pavia e provincia: Pavese, Oltrepò Pavese, Lomellina, eventi, spettacoli e manifestazioni di Pavia e provincia
venerdì, 16 novembre 2018 (476) Qual Buon Vento, navigante! » Entra


 
Articoli della stessa rubrica
» Comune che vai, fisco che trovi
» Cyberbullismo: il male sottile
» Cities for Life - Città per la Vita/Città contro la Pena di Morte
» Evviva la Repubblica
» Ecco la carta dei servizi e dei diritti per i Musei di Pavia
» Nasce Radio Local
» Treno Verde 2016
» Pavia ad HappyCube
» Un altro Sanremo alle spalle
» Minerva d'Artista
» Appesi a un filo, ma senza rassegnazione
» I Beatles in edicola
» Madagascar 3: Ricercati in Europa. Ma anche a Pavia...
» Chiusura dei cinema Corallo e Ritz
» InfoMatricole 2012
» Pavia-Innsbruck: un gemellaggio possibile?
» Una fiaccolata per sensibilizzare sull’autismo
» Buio in sala? Prima che i cinema chiudano anche a Pavia
» Oscar 2012!
» Sanremo 2012... e anche questo è andato!

Vedi archivio

 
Altri articoli attinenti
» La terra di sotto. Il business dei rifiuti
» Quello che i semi non dicono
» Una fame mostruosa
» Sfalloween
» Sul Fiume Azzurro con i nostri amici a 4 zampe
» Mostra dei Funghi
» Posidonia 2... il ritorno
» Eurobirdwatch
» Maratona fotografica
» Corso di acquarello naturalistico
» Antiche cultivar tradizionali locali lombarde ortive
» The Big Draw
» Merenda di fine estate
» Notte dei pianeti con eclissi totale della luna
» Al Giardino delle farfalle
 
Pagina inziale » Ambiente » Articolo n. 4881 del 21 novembre 2006 (2830) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
C'era una volta un lupo...
Il lupo imbalsamato
Il giovane maschio di lupo, avvistato e poi abbattuto nel basso Oltrepò nello scorso mese di giugno, è da pochi giorni entrato a far parte delle collezioni dell’antico Museo di Storia Naturale, fondato da Lazzaro Spallanzani nel 1771 e ora inserito nel Sistema Museale di Ateneo.
 
La prestigiosa istituzione, che raccoglie circa 500.000 esemplari, alcuni dei quali anche di specie rara, ha una notevole valenza storica e didattica e svolge un importante ruolo scientifico in ambito faunistico costituendo una notevole banca dati a scopo di ricerca.
 
In questo contesto rientra la preparazione tassidermica (imbalsamazione) del lupo, che rappresenta il primo caso segnalato a bassa quota nelle nostre zone negli ultimi cento anni e riveste quindi un dato significativo per il censimento della popolazione e per l’ecologia della specie.
 
La collocazione nel museo universitario è dunque la più naturale per il giovane animale, la cui segnalazione ha dato non poco lavoro agli esperti faunistici delle Province di Pavia e di Piacenza, agli uomini della Forestale e, dopo il suo abbattimento, alla Magistratura.
 
La vicenda che ha portato alla sua cattura ha avuto inizio il 10 maggio scorso con un primo avvistamento da parte di alcuni agricoltori di Casa Madama (comune di Mornico Losanna) che per qualche giorno, mentre aravano i loro appezzamenti, hanno notato questo “strano cane” che si aggirava nelle vigne.
Uno di loro, dotato di cellulare con fotocamera, e particolarmente spaventato dal fatto che l’animale si aggirava molto vicino al suo trattore, lo ha fotografato e ha informato la Forestale della stazione di competenza chiedendo indicazioni sulla sua pericolosità.
 
Nell’impossibilità di seguire le tracce dell’animale e quindi i suoi spostamenti causa l’aridità del terreno, sono state fatte diverse ipotesi di cui la più attendibile era che questo animale fosse figlio di una coppia avvistata più volte nella primavera del 2005 nella zona del Monte Penice. Come succede anche in altre specie di carnivori, la coppia allontana i figli maschi dell’annata precedente, mentre accetta nel gruppo familiare le femmine giovani che hanno la funzione di aiuto nell’allevamento della nuova cucciolata. Questi maschi giovani quindi vagano alla ricerca di un territorio dove stabilirsi e percorrono anche centinaia di chilometri.
 
Se non che, qualche giorno dopo, un pastore le cui pecore pascolavano a Casa Madama ha segnalato di aver subito l’uccisione di 22 animali proprio nei giorni in cui era stato avvistato il lupo e di altri 4 dopo aver spostato il gregge in altri pascoli della vallata adiacente. Pochi giorni più tardi altre 7 pecore sono state predate e a questo punto è sorto il dubbio che si potesse trattare di aggressioni da parte di cani di grossa taglia: il numero elevato di animali uccisi durante uno stesso episodio di predazione non è indicativo.
Sia il cane sia il lupo ricevono un superstimolo all’aggressione dal comportamento di fuga delle pecore e ne uccidono un numero maggiore del loro fabbisogno alimentare; tuttavia il lupo consuma in parte gli animali predati e questo non si era verificato, le pecore erano intatte.

È stato quindi predisposto un appostamento da parte dei Vigili Caccia e Pesca della Provincia, con le pecore utilizzate come esca raggruppate in un angolo del pascolo, per verificare quale animale fosse responsabile della predazione. All’imbrunire si sono avvicinati alle pecore due cani di grosse dimensioni e ciò ha fatto ritenere che la prima aggressione fosse dovuta al lupo mentre le altre due ai cani. Il lupo quindi, che nel frattempo non era più stato avvistato, dopo la discesa a valle, si pensava fosse tornato in zone più boscate.
 
Nel frattempo però è arrivata la notizia che un pastore di una frazione di Nibbiano (prov. di Piacenza) distante poche centinaia di metri dal confine con Pavia aveva sparato a un lupo che gli aveva ucciso 5 pecore. Era convinto che si trattasse di un cane lupoide dato che a così bassa quota la presenza del lupo non era mai stata segnalata.
Quando si è accorto della gravità del fatto il pastore, in modo molto esemplare, si è autodenunciato conscio delle conseguenze a cui andava incontro. Va ricordato infatti che la specie è particolarmente protetta dalla legge e per la cattura di esemplari ai soli fini scientifici occorre l’autorizzazione del Ministero dell’Ambiente.

Gli accertamenti subito effettuati hanno indicato che si trattava veramente di un giovane lupo nato la scorsa primavera e ucciso con due colpi di fucile a pallettoni uno alla schiena e uno al collo.
 
L’animale è stato posto per alcuni giorni sotto sequestro dal Magistrato. Campioni di sangue, di muscolo e di pelo prelevati dalla carcassa sono stati spediti all’Istituto Nazionale della Fauna Selvatica di Ozzano Emilia che si occupa dell’identificazione di tutti gli individui di lupo presenti in Regione Emilia, tramite esame genetico delle carcasse o delle fatte.
La Magistratura ha successivamente revocato il provvedimento di sequestro della carcassa che è stata donata al Museo di Storia Naturale, che ha provveduto per la sua naturalizzazione.

L’esemplare è ora presente nel deposito per le collezioni zoologiche dei vertebrati del museo e potrà essere ammirato dal pubblico durante le visite guidate.
 
 Informazioni 
Dove: Museo di Storia Naturale, Via Guffanti - Pavia
 

Comunicato Stampa

Pavia, 21/11/2006 (4881)




MiaPavia è una testata giornalistica registrata, © 2000- 2018 Buon Vento S.r.l. - P.I. IT01858930181
Tutti i diritti sono riservati - Chi siamo - Contatti - Mining pool