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Pagina inziale » Cultura » Articolo n. 4800 del 2 novembre 2006 (2137) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
Lo spettacolo totale
La copertina del libro
Il 2 novembre di cento anni fa nasceva a Milano Luchino Visconti, che nel panorama del cinema e del teatro italiani del XX secolo, occupa sicuramente uno dei posti preminenti.
 
Esordisce come regista cinematografico negli anni della seconda guerra mondiale e come innovativo regista teatrale nei primi anni del dopoguerra. Autore di numerosi film di valore (da "Ossessione" a "Senso", da "Rocco e i suoi fratelli" a "Morte a Venezia"); di alcune regie teatrali ("Parenti terribili" di Cocteau e "Le tre sorelle" di Cechov) e regie di opere liriche (una per tutte "La Traviata" con la Callas) che fecero epoca, Visconti ha dominato la scena italiana per un trentennio, creando attorno a sé e alla sua opera un interesse critico che in anni recenti è tornato al centro di un dibattito culturale, attraverso saggi, libri, convegni in Italia e all'estero.
 
A lui - illustra Marco Facchinotti, assessore ai Beni e alle Attività Culturali -, in occasione del centenario della nascita e del trentennale della morte (17 marzo 1976) - proseguendo il ciclo di iniziative celebrative di grandi personaggi della storia del cinema iniziata nel settembre scorso anno con "Auguri, Greta" dedicata a Greta Garbo, e proseguita a maggio di quest’anno, con la mostra "Lo splendore del vero" dedicata a, Roberto Rossellini - la Provincia di Pavia rende omaggio con una mostra di fotografie e di libri che fanno parte della Biblioteca di Cinema Davide Turconi dell’Ente stesso, in gestione associata con l’Università (Sezione Scienze dello Spettacolo del Dipartimento di Scienza della Letteratura e dell'Arte Medievale e Moderna, presso cui ha sede)”.
 
Oltre alla mostra fotografica allestita nell’atrio dell’Ente con immagine insolite e riprodotte da negativi del Fondo che verranno proposte a rotazione nel mese di esposizione, come già era avvenuto con l'omaggio a Rossellini, è ristampato, in una nuova e più accattivante veste grafica e con una nuova introduzione del professor Nuccio Lodato (coautore insieme a Giuliana Callegari), il quaderno di documentazione realizzato nel settembre del 1976 (a pochi giorni dalla sua scomparsa) nell'ambito della rassegna di teatro, musica e arti dell'espressione "Si va per cominciare", che proprio in quell'anno includeva tra le sue proposte anche una sezione "Cinema" che dedicò, proprio a Visconti, una tavola rotonda organizzata dalla, cattedra di Storia del Cinema dell'Università di Pavia e una retrospettiva di tutti i suoi film… iniziativa che trasformò un avvenimento mesto in un grande evento popolare, dato il successo di pubblico che ogni sera formava la coda per assistere alle proiezioni.
 
Tornare su Luchino Visconti trent'anni dopo la sua scomparsa - ha commentato Antonio Sacchi, dirigente del Settore Beni e Attività Culturali - vuole essere ed è un'operazione, piccola ma significativa, anticonformista e controcorrente, soprattutto per una ragione che chiamerei più che di conoscenza di riconoscenza. Il titolo della nostra (ri)proposta sottolinea appunto l'atto di riconoscenza: lo “spettacolo totale” vuol significare l'irripetibile percorso di un uomo d'arte, di un regista autore che seppe rinnovare dalle fondamenta cinema, teatro e opera lirica nell'Italia del dopoguerra, della ricostruzione e del miracolo economico.
Tornare su Visconti in sostanza per riscoprire, sul versante cinematografico, l'insuperato uso del bianco e nero e così come dei colori irripetibili, i rimandi pittorici e i riferimenti letterari di opere quali “Senso”, “Il gattopardo”, “Morte a Venezia”, “La caduta degli dei”. Per ricordare sorprendenti adattamenti culturali (l'ispirazione di "Ossessione" deriva dal romanzo americano "Il postino suona sempre due volte" di Cain) e analisi sociologicoantropologiche (“Bellissima” è una folgorante intuizione sulla corruzione morale che deriva dall'idolatria del consumismo e del "virtuale"), per attualizzare la tradizione meridionalista di certa nostra letteratura, per indagare il tempo e la storia, per ancorare uno stile cinematografico - lo stile Visconti - alla produzione più autenticamente nazional popolare della nostra cultura: il melodramma.
Casualmente domani sera sarà proprio "Il trovatore "dell'amato Verdi a inaugurare la stagione lirica del Teatro Fraschini: credo che ricordiamo tutti il celebre, vigoroso, trascinante avvio di "Senso", con Manrico che canta, a tu per tu con la platea, "Di quella pira...".
Insomma questa mostra e la ristampa di un catalogo critico dei suoi film per riaffermare davvero la classicità di questo autore e della sua opera destinata, nonostante il disorientamento e il disagio dell'età odierna, ad avere la meglio nel corso del tempo”.
 
 Informazioni 
Dove: c/o Provincia di Pavia - Piazza Italia, 2 - Pavia 
Quando: dal 2 al 30 novembre 2006; lun.-gio.: 9.00-12.00/14.00-17.00, ven.: 9.00-12.00
 
 
Pavia, 02/11/2006 (4800)




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