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Pagina inziale » Ambiente » Articolo n. 4782 del 18 ottobre 2001 (2576) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
Rospo
Rospo È un anfibio anuro (cioè privo di coda) appartenente alla famiglia dei Bufonidi. Il maschio è lungo circa 8-10 centimetri, mentre la femmina, di mole doppia, può raggiungere anche i 20 cm. Tipicamente il corpo è piuttosto tozzo di colorazione variabile dal giallo ocra al brunastro od olivastro, macchiettato di nero e ricoperto da grosse verruche nei toni del bruno rossastro con iride rossa... non vien proprio voglia di baciarlo per vedere se si tramuta in un aitante "Principe Azzurro"!
 
Un avviso alla più disperata delle Cenerentole: il maschio si distingue per gli arti anteriori molto più robusti e la pelle generalmente meno verrucosa, inoltre, durante il periodo riproduttivo, presenta escrescenze cornee nerastre lungo il lato interno delle prime 3 dita delle zampe che gli permettono una migliore presa ascellare sul corpo delle femmine.
 
L'habitat del rospo comune (Bufo bufo) è decisamente vario. Vive sulla terra, dalla pianura alla montagna, fino a quote superiori ai 2000 metri s.l.m., ma si riproduce in acqua, si accontenta quindi di una qualsiasi buca nel terreno, in boschi, orti o campi, preferendo la vicinanza di una raccolta d'acqua ferma.
 
Di giorno si ripara sotto a tronchi, sassi in anfratti del terreno dai quali esce solo dopo intense piogge estive. E' infatti un animale d'abitudini notturne che, al calar delle tenebre, si reca in cerca di insetti, ragni, vermi, lumache, crostacei e anche piccoli roditori, di cui si ciba voracemente. Una dieta che ne spiega l'importante ruolo di regolatore della catena alimentare.

 

Trascorre l'inverno in letargo, ben infossato nel terreno, svegliandosi verso marzo per la stagione degli amori. Compie poi una migrazione notturna verso il sito di riproduzione (al quale resta fedeli negli anni), un viaggio che può essere lungo anche qualche chilometro e che, spesso, gli costa la vita poiché rischia di morire travolto dalle auto.

I maschi che avranno superato l'impresa cercheranno ora una compagna per la riproduzione: è questo il periodo di fregola in cui si sentono i maschi gracidare un metallico oak a intervalli regolari e le femmine rispondere con di tono più basso.

Ogni femmina depone fino a 10.000 uova, riconoscibili in un lungo cordone gelatinoso fissato alla vegetazione acquatica.. al maschio il compito di fecondarle. Dopo circa 15 giorni nasceranno dei girini che completeranno la loro metamorfosi in 2-3 mesi, quando avranno assunto l'aspetto di "rospetti" di 1 cm di lunghezza e potranno uscire dall'acqua. Passeranno comunque altri 2-3 anni per il maschio e 3-4 anni per la femmina prima che gli esemplari di questa specie raggiungano la maturazione necessaria per la riproduzione.

Una curiosità: per difendersi dai predatori (quali serpenti, volpi e aironi) si gonfiano d'aria per sembrare più grossi ed emettono getti di liquido dalla cloaca. In casi estremi, dalle due grosse ghiandole velenose ben visibili dietro agli occhi sporgenti, lasciano fuoriuscire una sostanza lattiginosa, irritante ma non pericolosa per l'uomo che, contrariamente alla credenza popolare, non può venire spruzzata.

 
 Informazioni 
 

Sara Pezzati

Pavia, 18/10/2001 (4782)

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