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Pagina inziale » Ambiente » Articolo n. 4780 del 12 gennaio 2001 (4822) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
Falco pecchiaiolo
Falco pecchiaiolo Il Falco pecchiaiolo (Pernis apivorus), rapace appartenente alla famiglia degli Accipitridi, è un uccello la cui esistenza è sconosciuta ai più ed ha abitudini alimentari particolari ed altamente specializzate.
 
Il suo aspetto, così simile a prima vista a quello della poiana, tradisce, ad una più attenta osservazione, i notevoli adattamenti alla sua dieta specializzata di consumatore di imenotteri dotati di aculeo.
Il capo del pecchiaiolo, più piccolo di quello della poiana, assomiglia a quello di un colombo ed è rivestito da piccole penne fittamente embricate (come le tegole di un tetto…) che, specialmente nella zona fra il becco e l'occhio, gli sono particolarmente utili per proteggersi dalle punture delle sue prede preferite.
 

Gli artigli, molto meno ricurvi di quelli degli altri rapaci, gli consentono un più agevole movimento sul terreno, dove il pecchiaiolo ricerca i nidi sotterranei di vespe e bombi; non appena ne individua uno si mette a scavare con le zampe e anche con il becco fino a raggiungere il vespaio.

Uova, larve e ninfe sono estratte dalle loro cellette e avidamente mangiate e, nel caso sia in atto l'allevamento dei piccoli, pezzi di favo sono portati con il becco al nido.
Questa specializzazione, veramente singolare fra i rapaci europei, obbliga questo uccello ad abitudini rigorosamente migratorie, rispecchiate anche da una maggior lunghezza delle ali e della coda, che gli conferiscono un volo più leggero di quello della poiana.

Non è facile, durante il volo, una sicura identificazione di questa specie che facilmente viene confusa con la poiana, che però in volteggio tiene le ali sollevate (come una V molto larga) mentre il pecchiaiolo le mantiene orizzontali o anche lievemente abbassate rispetto al corpo.

Data l'estrema variabilità del piumaggio, il naturalista alle prime armi potrà far ricorso all'osservazione delle tre barre scure che segnano la coda e, nel caso in cui il pecchiaiolo si faccia guardare da vicino, all'occhio giallo (color ambra nella poiana)del rapace adulto.

Migliaia di falchi pecchiaioli, insieme ad altri rapaci, cicogne ed altri uccelli che in primavera tornano in Italia per nidificare dopo lo svernamento in Africa, veleggiano ogni anno in primavera e alla fine dell'estate sopra lo Stretto di Messina, dove, soprattutto sul versante calabrese, decine di imbecilli attendono gli "adorni", così sono chiamati questi rapaci nel dialetto locale, per ucciderli a fucilate.
Motivo di tale barbarie?

La leggenda narra che l'uomo che uccide almeno un pecchiaiolo all'anno sarà preservato dall'eventuale tradimento della moglie o della fidanzata… Giudicate voi.

Da anni ormai la LIPU, insieme ad altre associazioni ambientaliste ed al Corpo Forestale dello Stato, organizza campi di sorveglianza sullo Stretto, per porre fine a questi indegni episodi.
Ma poiché tutto il mondo è paese… nel corso della prima domenica di caccia 2000 un Falco pecchiaiolo ferito da una fucilata è stato portato all'Oasi LIPU Bosco Negri di Pavia dove è ancora ospitato e curato nella speranza di poterlo liberare in primavera.

 
 Informazioni 
 

Cristina Nera

Pavia, 12/01/2001 (4780)




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