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Pagina inziale » Ambiente » Articolo n. 4664 del 4 aprile 2001 (5601) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
Fagiano
Fagiano

Una delle più belle e conosciute leggende greche narra che Giasone, alla conquista del vello d'oro, arrivò nella Colchide e, insieme alla preziosa pelle, riportò in Grecia anche alcuni uccelli bellissimi, che, dalla regione dove furono catturati, nei pressi di Phasis, derivano il nome latino: Phasianus colchicus.

In realtà si ritiene che i fagiani siano stati introdotti dagli antichi Romani, che li consideravano una squisitezza alimentare, ma le prime prove dell'esistenza dei fagiani naturalizzati risalgono ad epoche successive. Il fagiano comune è originario della Cina e dei boschi dell'Asia centrale e, nel corso dei secoli, ha esteso il suo areale in tutta l'Europa colonizzando diversi habitat: zone cespugliose, zone agricole e boschi, con preferenza per i canneti e le zone acquitrinose, habitat in cui era diffuso originariamente.

Un fagiano adulto può misurare fino a 90 cm (di cui metà di coda), e pesare fino a 1,5 kg. Le femmine, oltre ad avere una colorazione più mimetica con un piumaggio bruno chiaro striato di nero, sono mediamente un po' più piccole e leggere rispetto ai maschi. Entrambi i sessi hanno una lunga coda con le penne disposte a "V" ma solo i maschi presentano gli speroni sulle zampe.

Già alla fine di gennaio, per i superstiti della mattanza venatoria, inizia la stagione riproduttiva e i maschi iniziano ad esibirsi emettendo forti richiami e mettendo in mostra la splendida livrea, con il capo verde scuro, i bargigli di un rosso molto vivo e il resto del piumaggio castano rossiccio lucido, perfettamente "lustrato" per l'occasione.

Il suo richiamo, però, può attirare l'attenzione non solo delle femmine, ma anche di qualche altro maschio. E' in quest'occasione che, nascosti e divertiti, si ha la possibilità di osservare una vera "battaglia" tra galli. Tra un turbinio di colori e di forme, tra finte ed attacchi, tra impennate di code e minacciosi richiami, i due pretendenti all'harem si scontrano con coraggio. Il vincitore avrà la possibilità di accoppiarsi con le femmine e far sopravvivere i propri geni.

I fagiani nidificano sul terreno sotto un cespuglio o una siepe e questo spiega la colorazione "spenta" delle femmine: per riuscire a portare a termine la covata deve confondersi perfettamente con l'ambiente circostante per sfuggire alla vista dei potenziali predatori.

Un fagiano femmina

Solo la femmina si occupa della cova (fino a 17 uova) che dura circa tre settimane. Alla schiusa delle uova, che risulta essere quasi contemporanea per tutte le uova, i pulcini si disperdono subito nella vegetazione circostante. Anche la loro colorazione, beige chiazzato con macchie e strisce marrone, è molto mimetica. La femmina e i piccoli restano insieme per circa un mese e mezzo e dopo tale periodo la famiglia si separa definitivamente.

Per la maggior parte dell'anno si nutre si semi, granaglie e qualche frutto; i piccoli hanno bisogno di un maggior apporto proteico e si nutrono anche di piccoli invertebrati.

I fagiani non sono ottimi volatori. Pesanti e con le ali poco sviluppate, compiono brevi spostamenti da una radura ad un'altra oppure per salire sopra un ramo per passare la notte al riparo dai predatori.

Il grande successo del fagiano nel vecchio continente, ma anche nel Nord America, è dovuto soprattutto alle continue liberazioni di esemplari allevati dall'uomo a scopo venatorio.

In un recente passato, "l'amore" dei cacciatori per questo Fasianide ha comportato gravissime perdite per molte specie predatrici. Per ridurre al minimo le perdite di pulcini, ma anche per tutelare i fagiani adulti, i guardiacaccia cacciavano, intrappolavano o avvelenavano i rapaci e i mammiferi carnivori che avevano la pretesa di voler sopravvivere predando questi uccelli. Attualmente tutti i rapaci sono protetti sia a livello nazionale, sia a livello europeo, e gli "sportivi" hanno dovuto accettare di dividere le loro prede anche con gli altri predatori.

 
 Informazioni 
 

Andrea Scano

Pavia, 04/04/2001 (4664)

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