Pavia e provincia: Pavese, Oltrepò Pavese, Lomellina, eventi, spettacoli e manifestazioni di Pavia e provincia
sabato, 29 febbraio 2020 (733) Qual Buon Vento, navigante! » Entra


 
Articoli della stessa rubrica
» Ghiro
» Puzzola
» Germano reale
» Zanzara
» Capriolo
» Martin pescatore: tuffatore di professione!
» Il moscardino
» Saettone
» Civetta
» Rospo
» Riccio
» Airone cenerino
» Fagiano
» Cinghiale
» Faina
» Falco pecchiaiolo

Vedi archivio

 
Altri articoli attinenti
» Il Carnevale degli Animali... al Museo!
» Il Sentiero dei Piccoli - Open Day
» Biodiversità degli animali
» Riabitare l'Italia & Appennino atto d'amore
» Festa dell'Albero 2019
» Lotte biologica, l'importanza dell'impollinazione da parte delle api
» Come moltiplicare le piante in casa: tecniche e consigli
» Corso sulla biodiversità urbana
» Passeggiata naturalistica
» Corso base di acquarello naturalistico
» La Margherita di Adele
» Pavia per gli animali
» Mostra mercato “Antiche varietà agricole locali e piante spontanee mangerecce”
» BiodiverCittà - passeggiata al Parco della Sora
» Biodivercittà - passeggiata al Parco della Vernavola
 
Pagina inziale » Ambiente » Articolo n. 4662 del 2 giugno 2003 (2502) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
Coniglio selvatico
Coniglio selvatico

Un tenerissimo batuffolo di pelo grigio-bruno-giallastro che attraversa veloce un sentiero di un bosco o due orecchie che spuntano dall'erba folta di un prato, è così che, dopo il tramonto, può capitare di avvistare un coniglio selvatico.

Appartiene alla famiglia dei Leporidi, di cui (come suggerisce il nome) fa parte anche la lepre e dalla quale il coniglio si distingue, oltre che per le minori dimensioni (che raggiungono il mezzo metro) e il peso inferiore (tra 1 e 2 kg), soprattutto per le orecchie più corte.
Oryctolagus cuniculus è il suo nome scientifico: Oryctolagus letteralmente si traduce in "lepre che scava", mentre cuniculus è un termine latino che, guarda caso, significa sia coniglio sia condotto sotterraneo.

E' infatti una specie gregaria che predilige zone di pianura e di collina non superiore ai 500 metri di altitudine, dove sceglie, preferibilmente in prossimità di boschi, terreni ben esposti, molli e sabbiosi, costellati di rocce e cespugli bassi, in cui può scavare tane dotate di numerose uscite e collegate fra loro da gallerie sotterranee che si estendono, proporzionalmente al numero di individui della colonia occupante, fino a mezzo chilometro quadrato.

Le colonie sono costituite da famiglie, a loro volta formate da un numero variabile di adulti di ambo i sessi, rigidamente organizzate secondo una precisa gerarchia, in cui agli individui del rango più alto competono priorità maggiori all'accesso al cibo e ai rifugi e, ovviamente, nella scelta delle femmine.
Il coniglio, noto per la sua prolificità, è poligamo e la femmina può partorire dai 15 ai 45 cuccioli all'anno!

Ogni coppia ha la sua tana e non ammette intrusioni. In camere profonde, la femmina prepara un soffice nido con i peli del proprio ventre, poi dà alla luce dai 2 ai 10 piccoli per nidiata (mediamente 4-6), ma la mortalità, molto elevata nelle prime settimane di vita, può raggiungere l'80% decimando la prole.
La madre trascorre poco tempo con i cuccioli: li raggiunge una sola volta al giorno per allattarli, poi esce chiudendo la galleria di entrata alla tana per proteggerli. I piccoli diventano indipendenti all'età di 3 settimane e maturi sessualmente a 5-6 mesi.
Allo stato selvatico il coniglio supera raramente i 3 anni di vita.

In Italia lo si trova ovunque (v. Boschetto di Scaldasole) ma, nonostante la sua diffusione, raramente lo si può incontrare di giorno. Le sue abitudini crepuscolari lo inducono a lasciare la tana solo dopo il tramonto e durante la notte, quando si muove in cerca di cibo.
Si nutre esclusivamente di vegetali preferendo per la sua dieta graminacee e leguminose, bacche e cereali coltivati. Ama i germogli ma, quando non ne trova, si ciba di corteccia (un'abitudine che in inverno ne denuncia la presenza dalla "scorticatura" dei tronchi).
Particolare la digestione, che prevede due fasi: nella prima, il cibo viene ingerito, digerito solo parzialmente e poi espulso in feci, le quali, essendo ancora molto ricche di proteine e vitamine del gruppo B, verranno reintrodotte in una seconda fase, che permetterà l'assimilazione completa di tali sostanze.

Durante le sue escursioni all'aperto, il coniglio è preda di volpi, faine, donnole e rapaci, per fuggire dai quali, correndo realmente più veloce di una lepre, attua anche una tecnica di fuga a zig-zag che disorienta il predatore. Non da ultimo, è vittima dell'uomo, per cui è specie cacciabile e preda prelibata.

 
 Informazioni 
 

La Redazione

Pavia, 02/06/2003 (4662)

RIPRODUZIONE VIETATA
www.miapavia.com è testata giornalistica, il contenuto di queste pagine è protetto dai diritti d'autore.
In caso di citazione o utilizzo, si prega di evidenziare adeguatamente la fonte.



MiaPavia è una testata giornalistica registrata, © 2000- 2020 Buon Vento S.r.l. - P.I. IT01858930181
Tutti i diritti sono riservati - Chi siamo - Contatti - Mining pool