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Pagina inziale » Turismo » Articolo n. 451 del 10 settembre 2001 (2418) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
Pedalando in campagna
Pedalando in campagna

Pavia-Bereguardo: un tragitto "classico" che spesso si percorre in auto per raggiungere il Ponte delle Barche o la vicina discoteca, noncuranti del bel panorama agreste offerto dal percorso.

L'itinerario alla riscoperta della campagna pavese parte dalla basilica di San Lanfranco, suggestivo edificio a croce latina che sorge in prossimità della riva sinistra del Ticino, e segue il corso del fiume in direzione Sora.

Per chi fosse "fuori allenamento" dopo soli 2 chilometri si può compiere una deviazione e raggiungere il Fiume Azzurro attraversando il Parco della Sora. In questo caso imboccare la strada che scende sulla sinistra verso il campo da golf, superato il quale si aprono i boschi di ripa. Una curiosità: proseguendo sul sentiero di sinistra, e guardando con attenzione fra i rami degli alberi, potrete scorgere diverse coppie di gufi...

Per chi invece fosse in forma... avanti tutta verso Torre d'Isola.

Prima di raggiungere l'abitato però, è doverosa una breve deviazione (sulla sinistra) per la deliziosa cappelletta di Santa Sofia.

Il campanile di Torre d'Isola

Per raggiungere il piccolo borgo di origine medioevale si prosegue sul terrazzo alluvionale per altri 3 Km e mezzo. Se il cielo è limpido, dalla strada che costeggia fossi e coltivi, già potete vedere il campanile della chiesa parrocchiale che in lontananza si staglia all'orizzonte, ma se la giornata è particolarmente tersa a fargli da sfondo saranno le montagne piemontesi!

Arrivati in paese non mancate di "sbirciare" oltre la cancellata sulla vostra sinistra: circonda un grande parco al centro del quale spicca la sontuosa Villa Botta Adorno.

Per di arrivare a Bereguardo, si attraversano alcune piccole frazioni di Torre d'Isola, tutte curiosamente disposte a 1 chilometro di distanza l'una dall'altra. Percorrendo dolci dossi, si incontra per prima la frazione di Casottole, poi Sette Filagni, San Varese e Vigna del Pero.

Tra mais e pioppi

In questo tratto è la campagna a dominare lo scenario: ai campi coltivati a frumento si alternano i pioppeti artificiali, ai campi di granoturco, le risaie, mentre rogge ad uso irriguo fiancheggiano la strada con acqua ad altezza diversa secondo il gioco delle chiuse. All'inizio dell'estate il panorama è arricchito dalla presenza di aironi e garzette in cerca di quel cibo, per lo più pesciolini e rane che, gracidando rumorosamente, faranno da colonna sonora alla pedalata.

Superato il cavalcavia sull'autostrada, si giunge a Bereguardo dopo 1 chilometro. Si taglia fuori l'abitato di fondazione feudale - a lungo dominio dei Visconti che ne fecero erigere il castello quale centro di caccia e svaghi campestri - e prosegue per altri 4 Km e mezzo seguendo le indicazioni "Fiume Ticino".

Il Ponte delle barche

Si pedala in aperta campagna e se il cielo è sereno vedrete ancora le prealpi sulla destra e le colline dell'Oltrepò sulla sinistra. Qui la strada è in leggera pendenza: si sta percorrendo il dislivello della "scarpata di terrazzo" per scendere a livello del fiume... il Ponte delle Barche, ultima tappa del nostro itinerario, è vicino!

Eccolo infatti: dopo poche curve all'ombra dei boschi riparali relitti, si giunge al caratteristico ponte su chiatte. Integralmente sostituite dopo l'ultima alluvione, le chiatte in cemento, consentono al ponte di seguire la portata del fiume, poiché galleggiando quando questa lo consente, sollevano l'intera struttura. Questo originale collegamento sul Ticino tra Bereguardo e Zerbolò, costituisce uno dei rarissimi esempi conservatisi in Italia di ponti di barche: valeva la visita, no?

 
 Informazioni 
 

Sara Pezzati

Pavia, 10/09/2001 (451)

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