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Pagina inziale » Turismo » Articolo n. 448 del 10 ottobre 2000 (5493) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
I boschi di Oramala
I boschi di Oramala

Dopo aver trattato degli aspetti storici e delle leggende dei luoghi del nostro itinerario, che coincide con parte dell'antica via medioevale percorsa dal Barbarossa, eccoci ora a "decantare" le meraviglie naturali di questa parte dell'alta collina dell'Oltrepò pavese.

L'itinerario si snoda interamente fra i boschi e le vallecole di quell'area caratterizzata geologicamente dalla placca arenacea Pizzocorno-Pietragavina, nel cuore dell'Oltrepò.

Nell'Era Terziaria questa regione appenninica era interessata da diversi bacini marini di dimensioni differenti, separati fra loro ma con caratteristiche simili. Sul fondo di questi bacini, tra l'Eocene medio e il Miocene superiore, si sono depositate successioni che vengono indicate sotto il generico nome di Successione Epiligure.

Nell'Oltrepò pavese tale successione è rappresentata da diverse formazioni, gessoso-solfifere, argilloso-marnose, arenacee, non di rado ricche in macrofossili, come ad esempio i coralli, i lamellibranchi, i balanidi, i gasteropodi contenuti nelle arenarie del M. Vallassa, costituenti la placca arenacea P.P.. Queste ultime risalgono a circa 8 milioni di anni fa.

Rio Crenna

Molto suggestivo è percorrere i fondovalle delle vallecole (come quella del Crenna) che incidono la placca arenacea, create dall'azione erosiva di torrenti mettendo così in luce pareti scoscese incassanti stretti meandri.

L'aspra natura litologica del suolo ha impedito lo sviluppo dell'agricoltura, serbando quindi il manto forestale, ora caratterizzato da castagneti di impianto, ora dall'originale querceto misto. Il percorso si sviluppa infatti all'ombra costante di fitti boschi, di considerevole estensione, che ammantano monti, crinali e valli. Quando ci si affaccia da alcuni balconi rocciosi su questa solitaria verde "Amazzonia" pavese, ci si sente piacevolmente isolati dal resto del mondo, non scorgendo altro che fronde d'alberi.

Tra Pizzocorno e l'Abbazia di Sant'Alberto domina incontrastato il castagno. Scendendo da C. Fontanella prevalgono, nell'ambito del querceto misto, i noccioli, sul fondo della valle del Crenna sono invece abbondanti specie caratteristiche degli ambienti umidi, come il salice ripaiolo e il pioppo bianco, mentre sui versanti vegetano roverelle, cerri, noccioli, ornielli, aceri. I massi di arenaria che si trovano nell'alveo del torrente sono spesso ricoperti da soffici muschi. Nella parte alta della valle vi sono alcuni impianti di pino nero.

Tutta la zona, facente capo alla placca arenacea di P.P., risulta interessata dal passaggio (anche se di intensità inferiore ad altre aree) di stormi di uccelli migratori in autunno e in primavera. E' possibile, anche se non facile, fare piacevoli incontri nei boschi con animali simpatici e dolci, quali il capriolo, lo scoiattolo, la volpe, e anche il cinghiali, magari una madre con i piccoli, mentre i tassi, le donnole, le faine sono più difficili da osservare. In primavera, nelle pozze del torrente Crenna, si trovano numerose larve di tritoni e girini di rane di varie specie.

 
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Piermaria Greppi

Pavia, 10/10/2000 (448)

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