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Pagina inziale » Turismo » Articolo n. 447 del 27 febbraio 2001 (6627) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
A spasso con l'imperatore
A spasso con l'imperatore

L'itinerario escursionistico in Oltrepò pavese che proponiamo, coincide con un tratto dell'antichissima strada che nel XII sec. fu percorsa dall'imperatore Federico Barbarossa. Questa settimana ripercorriamo la storia di quel viaggio che segnò le sorti dell'Italia medioevale. Nelle settimane successive, invece, prima indagheremo sulle leggende che ancora avvolgono di misteri i luoghi oltrepadani che videro il Barbarossa, poi conosceremo gli aspetti naturalistici della zona alto-collinare interessata dall'itinerario, ed infine ci soffermeremo su taluni aspetti delle tradizioni enogastronomiche di queste terre.

Storia

Varzi, il castello di Oramala, l'Abbazia di Sant'Alberto di Butrio e Pizzocorno, nel passato, erano collegati da un'antichissima strada, passata agli onori della storia per i motivi che tra poco racconterò.

La peculiarità storica di questa antica strada, in cui possiamo a tratti ammirare l'originaria lastricatura in pietra arenaria e che possiamo in parte ripercorre a piedi all'ombra di magnifici castagneti, è che su di essa transitò, nel 1167, il mitico imperatore germanico Federico I, detto il Barbarossa.

Compiamo insieme un breve viaggio a ritroso nel tempo, per immergerci nelle atmosfere medioevali... Federico Barbarossa scese in Italia nel 1166 a capo del suo potente esercito, con l'intenzione di assoggettare l'intera penisola e sottomettere alle sorti imperiali anche la Chiesa romana. Giunto a Pavia, una tra le città che più gli furono fedeli, si rese conto che, in molte altre aree dell'Italia settentrionale, l'accoglienza si dimostrò tiepida se non ostile. Stava per nascere quell'alleanza fra città del nord Italia, pronte ad opporre resistenza alla sopraffazione teutonica, che prenderà il nome di Lega Lombarda.

Marchese Betramino Malaspina

Dopo una coraggiosa quanto infelice spedizione alla volta di Roma, con l'ambizioso obiettivo di ridar vita al grande impero di Carlo Magno, il sovrano mosse di nuovo i suoi passi verso nord, sui passi dell'Appennino tosco-emiliano. Barbarossa sapeva che la via era sbarrata dai ribelli lombardi, ma, per sua somma fortuna, il potente Marchese Obizzo Malaspina dimostrò all'imperatore tutta la sua amicizia e fedeltà, scortando l'intero suo esercito allo sbando, lungo le impervie vie della Lunigiana e dell'Appennino settentrionale (territori di estesi feudi malaspiniani), per poi raggiungere Pavia e di qui avere la strada aperta per la Germania.

Obizzo e Federico arrivarono così fra i monti dell'attuale Oltrepò pavese: discesero l'incassata alta Valle Staffora e raggiunsero Varzi. A Oramala, presso il fortilizio malaspiniano del più nobile e altero del feudo oltrepadano di Obizzo, il Barbarossa dimorò alcuni giorni, ritemprandosi dalle sventure e dalle fatiche e facendo anche visita all'Abbazia di Sant'Alberto, dove il mito del santo, morto non molte decine di anni prima, era ancora molto sentito, non solo presso la popolazione locale. Lasciato l'incantato maniero, allora vitale centro culturale che ospitò poeti e musicisti di spicco, Federico e Obizzo proseguirono il cammino lungo l'antica via, all'ombra delle rigogliose fronde di castagni secolari, gli stessi che ancora oggi ombreggiano le nostre escursioni. Arrivati a Pizzocorno il marchese e l'imperatore discesero sul fondo della Valle Staffora e proseguirono verso Voghera e Pavia.

 
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Piermaria Greppi

Pavia, 27/02/2001 (447)

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