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Pagina inziale » Turismo » Articolo n. 4339 del 7 giugno 2006 (3448) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
Di borgo in borgo...
Di borgo in borgo...
Si conclude domenica “Antiche dimore”, la serie di itinerari guidati che negli scorsi mesi ha condotto i visitatori alla scoperta delle bellezze architettoniche del territorio provinciale.
 
Le visite, offerte al pubblico dall’assessorato alla cultura del Comune di Bressana Bottarone e condotte da guide esperte della cooperativa Progetti di Pavia, hanno riguardato antichi castelli come Oramala, Montesegale, Mornico Losana, dimore nobiliari come Villa Botta Adorno e suggestivi luoghi di culto come la Pieve di San Zaccaria, l’eremo di Sant’Alberto, il santuario di Torricella Verzate.
 
Mete dell’ultimo appuntamento saranno tre borghi dell’Oltrepò, differenti per storia e dimensioni, ma accomunati da un’atmosfera di tempo sospeso al lontano medioevo, epoca di santi, signori feudali, cavalieri e mercanti di cui a Cecima, a San Ponzo Semola e a Varzi è gioco facile recuperare la memoria.
 
Il borgo di Cecima si estende sulla sponda sinistra della valle Staffora, al confine della valle attraversata dal torrente Curone, con una superficie di appena 10 kmq e con poco più di 250 abitanti. Il capoluogo comunale sorge sul crinale di un vasto altopiano e conserva ancora la purezza del suo impianto medievale, percorso da un groviglio di viuzze che si intersecano, offrendo scorci suggestivi. Queste strade non più larghe di 4 metri sono selciate con i ciottoli dello Staffora, gli stessi con i quali è costruito l'intero paese con muri a vista senza intonaco, e convergono verso la piazza della chiesa, vera anima del borgo, la quale si presenta nello splendore della sua facciata quattrocentesca in arenaria, con mirabili fregi in terracotta.
 
A pochi chilometri da Cecima, si raggiunge San Ponzo Semola, oggi minuscolo agglomerato di case, ma nel passato sede di una potente pieve che rivaleggiava in splendore con quelle di Varzi e di San Zaccaria. La parrocchiale è dedicata al santo che dà il nome anche al paese, un cavaliere cristiano del III secolo che fuggì da Roma e dai suoi persecutori in Oltrepò, vivendo prima a Fortunago e poi in una grotta nei pressi del nostro borgo.
 
Non ha invece bisogno di presentazioni il paese di Varzi che, probabilmente fondato dai Liguri, raggiunse ineguagliato splendore nel XII secolo grazie ai privilegi concessi dall’imperatore Federico Barbarossa e nel XIII secolo sotto il marchesato dei Malaspina.
Allora il borgo fu interessato da una vasta opera di rinnovamento urbanistico i cui frutti sono ancora oggi godibili passeggiando per le strade e i vicoli del centro storico. Ma il paese conserva anche interessanti testimonianze di epoche successive al medioevo, come l’oratorio dei Rossi e quello dei Bianchi (i nomi derivano dal colore delle vesti indossate dalle due confraternite che officiavano le due chiesette), quest’ultimo dall’interessantissima architettura con pianta a forma di quadrifoglio.
 
Imperdibile poi una passeggiata sotto i misteriosi portici della zona sud-orientale del paese, che dobbiamo immaginare un tempo popolati da carri, mercanti una popolazione vociante e colorate bancarelle cariche di merci, frutto dell’artigianato locale ma anche oggetti provenienti da paesi lontani. Varzi era, infatti, una delle più importanti stazioni di sosta lungo la via del Sale.
 
Passo dopo passo giungiamo nella parte alta del borgo, dominato dal castello Malaspina e dalla possente torre delle Streghe, così chiamata perché nel 1450 fu luogo di prigionia di donne e uomini processati e poi giustiziati per stregoneria.
 
 
 Informazioni 
Dove: ritrovo davanti alla Biblioteca di Bressana. Le mete verranno raggiunte in auto.
Quando: domenica 11 giugno 2006, ritrovo ore 14.15 (rientro previsto per le 18.30) 
Partecipazione: gratuita, ma è necessario confermare la propria presenza prenotando allo 0382/530150 (Coop. Progetti)
 

Alessandra Viola

Pavia, 07/06/2006 (4339)

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