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Pagina inziale » Oggi si parla di... » Articolo n. 4307 del 29 maggio 2006 (3169) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
Lo strano caso delle bollette di conguaglio
Lo strano caso delle bollette di conguaglio
Da anni oramai Enel non legge piu i contatori dell’energia elettrica perché ritiene “troppo costoso” questo impegno. La fatturazione viene effettuata in base ai consumi storici oppure in relazione all’autolettura che i clienti effettuano, al fine di evitare spiacevoli conseguenze quali astronomici conguagli.
 
L’Enel è contemporaneamente impegnata in una campagna Nazionale di sostituzione dei vecchi contatori e stà installando nuovi apparecchi di misura elettronici che, in futuro, dovrebbero consentire le teleletture e il monitoraggio delle utenze. Ad oggi però, almeno in Lombardia, i nuovi contatori installati non hanno raggiunto il 70% del totale e i nuovi misuratori in autolettura sono inferiori al 42% .
Questo significa che il 58% degli utenti lombardi è ancora sottoposta alla prassi della fatturazione effettuata su dati presunti ed esposto al conguaglio selvaggio, magari dopo tre, quattro o addirittura sei anni di mancata lettura del misuratore.
Si; perché malgrado una norma inserita nel contratto di fornitura che prevede l’obbligo di una lettura annuale a carico di Enel, la società si guarda bene dal rispettare il patto e salta regolarmente la rilevazione dei dati.
Succede cosi che un crescente numero di utenti è “vittima” di bollette schok, che variano da 600,00 a 5.000,00 €; che arrivano, di regola, dopo il cambio del misuratore e l’installazione del nuovo contatore elettronico.
 
Enel non fa una piega: il consumo è registrato quindi il corrispettivo è dovuto!.
 
Certo questo è vero ma i diritti dell’utente perché non vengono rispettati? e quale penale paga Enel per le mancate letture? A quest’ultima domanda nessuno risponde (anche l’Autorità per l’energia elettrica tace) e l’unica possibilità che ti viene offerta è quella di rateizzare in un massimo di 6 trance.
Ove si insista, ed in presenza di una cifra consistente si può ottenere anche qualche rata in più, in modo per niente disinteressato. L’Enel infatti applica un tasso del 2,75% sulla cifra rateizzata, superiore quindi a qualsiasi deposito bancario.
 
Qualche dubbio ci ha anche assalito sul metodo di calcolo dei corrispettivi applicati ai valori di conguaglio, perché la società distribuisce i consumi sul periodo conguagliato in modo matematico e ricostruisce le tariffe in relazione ai prezzi del momento storico.
 
Ovviamente il nostro carattere caparbio mette in discussione questo sistema e il contenzioso con Enel per questa questione sta aumentando. Siamo convinti che il fenomeno sia da arginare, che l’Enel debba pagare pegno per le sue responsabilità e che si stia comportando male nei confronti degli utenti.
Sottoporremo ovviamente le nostre osservazioni all’autorità per l’Energia Elettrica e il Gas dove è da tempo iniziata la discussione per il nuovo codice di comportamento commerciale (ovvero circa le norme di rispetto dei diritti dell’utenza, che mancano da tempo nel settore). L’Autorità dovrebbe finalmente anche imporre bollette comprensibili e trasparenti in sostituzione delle attuali e speriamo anche mettere ordine alle componenti tariffarie che oggi sono 11, oltre al vero costo dell’energia elettrica.
 
Concludiamo con un auspicio che riguarda il 2007, data fissata per l’inizio della liberalizzazione nei confronti dei clienti privati, sperando che i fornitori che si affacceranno alla conconcorrenza eliminino queste storture e si prestino alla massima disponibilità nei confronti del cliente liberandolo da un monopolio che comincia ad essere troppo (pre) potente e pesante.
 
 Informazioni 
 

Mario Spadini

Pavia, 29/05/2006 (4307)




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