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Pagina inziale » Musica » Articolo n. 4258 del 16 maggio 2006 (1903) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
Il blues di Sugar Blue
Il blues di Sugar Blue
Il 10 Maggio, durante il concerto in memoria di Massimo Caffi, a Spaziomusica, si è verificata una inattesa occasione, per alcuni musicisti pavesi, per suonare insieme ad un grande storico bluesman statunitense: Sugar Blue.
Giunto al locale quasi in incohnito in compagnia di Ettore Ferro (in procinto di trasferirsi a Chicago) è stato da questi invitato a salire sul palco per rendere omaggio al nostro amico scomparso.
 
Blue ha nicchiato un po’, rispondendo che avrebbe aspettato per vedere se la situazione (e, soprattutto i musicisti) era di suo gradimento.
Così, sul palco, si sono presentati Ettore Ferro (voce e tastiere), Sergio “Tamboo” Tamburelli (voce), Vincenzo Rende (chitarra), Mariano Nocito (contrabbasso) e Furio Sollazzi (vale a dire, io) alla batteria.
 
A quanto pare ci ha giudicato all’altezza (e questo ci ha resi tutti fieri dell’esibizione) perché non era ancora finito il primo brano, che già ci aveva raggiunto sul palco.
E’ stata una mezz’ora di emozione pura: quando si suona con i “giganti” c’è solo da imparare e occasioni così non capitano spesso.
Occhi incollati alla sua mano sinistra con cui, nascosta dietro la schiena, ci dava continui cenni per indicare i cambi di atmosfera, i “pianissimo” e i “forte” durante l’esecuzione dei brani, ci siamo goduti quel momento magico e credo che anche Massimo, se fosse stato presente (ma c’era!), se la sarebbe goduta un mondo.
 
Uno dei più grandi virtuosi dell'armonica al mondo, Sugar Blue (vero nome James Whiting), nasce a Harlem (New York) e fin da bimbo è immerso nella musica. Cresce tra le note di Billie Holiday e James Brown, grazie alla madre che è ballerina e cantante presso il leggendario Apollo Theatre. Partecipa, fra gli altri, ad album di colossi quali Brownie McGhee, Roosevelt Sykes e Johnny Shines. Quando s’imbatte in un vecchio 78 giri di Sidney Bechet dal titolo “Sugar Blues”, da quel momento diventa il suo nome d’arte. Un giovanissimo Sugar Blue è invitato da Muddy Waters a partecipare a due dei suoi show e, subito dopo, avvia il suo fortunato sodalizio con Louisiana Red. Nel 1976 si trasferisce in Europa, prima a Londra e poi a Parigi; nel 1978, collabora con i Rolling Stones (è suo il riff di “I Miss You” dell’album “Some Girls”e suona anche nei successivi dischi “Emotional Rescue' e "Tattoo You”) e prende parte a diversi concerti della rock band inglese.
 
Torna così negli Stati Uniti e lavora fianco a fianco con i giganti dello strumento: Carey Bell, James Cotton e Junior Wells. Si stabilisce a Chicago e si esibisce per due anni con i leggendari Chicago Blues All Stars di Willie Dixon, prima di formare una propria band nel 1983. Nel 1985 riceve un Grammy Award per il suo “Blues Explosion”. Gli anni novanta sono caratterizzati dalla collaborazione con la Alligator Records di Chicago, per cui pubblica nell’estate 1994 “Blue Blazes” e l’anno successivo “In Your Eyes”.
Appare sia sullo schermo che nella colonna sonora dell’acclamato film di Alan Parker “Angel Heart”, thriller del 1987 con protagonista Robert DeNiro. Altre apparizioni le fa nei film “Johnny Handsome” e “Unmarried Woman”.
Nel corso degli anni Sugar Blue registra o si esibisce con stelle che vanno da Willie Dixon a Stan Getz, da Frank Zappa a Bob Dylan.. Blue continua oggi con grande energia la sua inarrestabile attività, suonando nei club e nei festival di tutto il mondo. Ultimamente è stato in tour con Van De Sfroos.
 
 Informazioni 
 

Furio Sollazzi

Pavia, 16/05/2006 (4258)

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