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Pagina inziale » Musica » Articolo n. 4170 del 26 aprile 2006 (1641) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
I concerti del 'ponte'
I concerti del 'ponte'
Tra Pasqua e il 25 aprile le città si sono svuotate e la gente è corsa in massa verso mari, monti e città d’arte per sfruttare il “ponte” per una breve vacanza.
Ma la musica non si è fermata, anzi, è stato tutto un fiorire di concerti.
 
Cominciamo con quello di mercoledì 19 aprile, a Spaziomusica, tenuto dal Burp Quintet, una nuova formazione jazz, che affianca elementi di provenienza ligure ad un musicista pavese, formata da Cristiano Callegari al pianoforte, Andrea De Martini ai sassofoni, Martino Biancheri alla tromba, Alberto Miccichè al basso elettrico e Enzo Cioffi alla batteria.
Una bella situazione per una musica “main stream” suonata con molto gusto per il piacere di suonare, senza alcuna voglia di strafare e con intenzioni “corali” e non solistiche.
La partecipazione di Luana Pasi è stata l’occasione per riascoltare una voce molto bella che, ultimamente, è un po’ scomparsa dai palcoscenici pavesi.
 
Dirk Hamilton
Il secondo concerto cui ho assistito è stato quello del cantautore statunitense Dirk Hamilton, tenutosi sabato scorso al Bluestage di Linarolo. Con lui, sul palco, c’erano il chitarrista Don Evans, il bassista Eric Westphal e il batterista Tim Seifert; tre musicisti che si sono rivelati bravissimi, spaventosamente professionali, ricchi di gusto e di senso della misura.
Lui, Hamilton, è sempre bravissimo e ci si stupisce della sua facilità nello scrivere brani uno più bello dell’altro. Quando ha eseguito la storica Meet Me At The Crux lo show ha toccato uno dei suoi momenti più alti. A questo punto avrei voluto fare una riflessione sulla poca educazione musicale del nostro pubblico, ma (per non portare via troppo spazio) la rimando ad un futuro editoriale.
 
Veniamo ora alla giornata del 25 aprile. Nel pomeriggio, alle 18.00, nella chiesetta di Santa Sofia, nell’ambito della rassegna “La Poesia di Santa Sofia” si è tenuto il concerto jazz di Pietro Condorelli (chitarra), Tito Mangialajo (contrabbasso) e Ferdinando Faraò (batteria).

Il concerto in Santa Sofia
Pietro Condorelli, chitarrista, compositore, dal 1980 svolge una intensa attività professionale in Italia ed all'estero prevalentemente in ambiti jazzistici collaborando con musicisti quali Urbie Green, Steve Turre, Charles Tolliver, Bruce Forman, Wendell Harrison, Billy Hart, Oatts, Bruce Gertz, Cameron Brown, Jimmy Wood, Sa Davis, David Gross e Jimmy Owens con il quale suona dal 1989 al 1995. Dal '94 al '96 suona con il gruppo "Area", oltre che con un proprio gruppo: i Sonora Art.
Ferdinando Faraò, nei gruppi di importanti musicisti tra cui Claudio Fasoli e Tiziana Ghiglioni, ha suonato con importanti musicisti italiani e stranieri tra cui Lee Konitz, Tony Scott, Maurizio Giammarco, Steve Grossman, Franco Ambrosetti, Paolo Fresu.
Tito Mangialajo ha già registrato una ventina di CD e attualmente collabora stabilmente con diverse formazioni, tra le quali Antonio Zambrini Trio e Quartetto, Nexus, Giovanni Falzone Quintetto, Gianni Cazzola Quintetto, Francesca Ajmar Quartet.
Si parla quindi di musicisti di alto livello, però devo dire che Condorelli, pur bravissimo, mi ha lasciato un po’ freddo per certe sue modalità di improvvisazione ripetitive.
 
La pioggia sembrava ormai aver decretato la fine delle manifestazioni previste per la serata ma, verso le 19.00, il maltempo si è placato e il previsto concerto degli Swing Brother Swingin Piazza della Vittoria ha potuto avere luogo.
Ampiamente collaudata la bravura e la tenuta di palco del nostro Tamboo, la disinvolta e acclamata raffinatezza e spigliatezza dei quattro musicisti (Bonelli, Perelli, Villaggi e Alex Carreri) nell’accompagnarlo, mi ha colpito anche il gusto e la profonda conoscenza dei suoni Hammond mostrata da Manuel Manuelli, ospite del concerto insieme all’inossidabile Conrad e a Pino Fusco.
 
Swing Brother Swing
Su Fusco, vorrei spendere due parole in più, perché è veramente mostruosamente bravo.
Pino imizia come batterista e, successivamente, come percussionista e cantante del gruppo Capy’s Band. Nel 1996 partecipa alla 15^ edizione di "Spazio d'autore", dedicata alla memoria di Rino Gaetano presentando un suo brano dal titolo "Bluesarò" che gli farà vincere il "Grammy 96" per la categoria Touch Down.
Utilizza la voce come un vero e proprio strumento musicale, non fa uso dello “scat” in maniera tradizionale, ma è ricco di inventiva e di un profondo senso armonico che lo porta a rendere interessanti e non banali anche le “scale” più veloci.
 
Insomma, come annunciato, lo spettacolo è stato più brillante e vario (se possibile) del solito e ha raggiunto il top quando tutti i musicisti, imbracciati gli strumenti, sono scesi tra il pubblico come una vera street-band, continuando a suonare mescolati insieme alla gente.
Alla fine, si sono divertiti tutti, pubblico e musicisti. Qualche goccia d’acqua ha imposto la fine del concerto verso le 23.30… ma era anche l’ora giusta per tornare a casa.
 
 
 Informazioni 
 

Furio Sollazzi

Pavia, 26/04/2006 (4170)

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