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Pagina inziale » Spettacoli » Articolo n. 4160 del 26 aprile 2006 (1948) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
Primo maggio con i Cantosociale
Primo maggio con i Cantosociale
 Canta ‘Lavur” è lo spettacolo di musica, risate e divertimento ma anche storie  di passioni, di recupero delle tradizioni, del dialetto, dei balli e dei canti  di un tempo, con il quale iil gruppo dei Cantosociale celebrerà la festa del 1 maggio.
 
Un  percorso di recupero della memoria attraverso il canto e la  poesia popolare: i detti, le filastrocche,le ninnananne… in poche parole la cultura orale  che rischia  di perdersi per sempre.
Ma anche un richiamo all’oggi alle diverse precarietà al storie e canzoni di non lavoro. Non mancano nello spettacolo in forma di brevi monologhi , i racconti  di autentica vita vissuta, recuperati dai racconti  appassionati di anziani ex contadini e artigiani.
Viene  riproposto il clima sociale della cascina, il senso della cultura contadina, il rapporto con la terra, le stagioni; si ridà così voce al mondo  dei paisan: i  cavalant ,i famej, i perdapè.. si ricordano lavori ormai scomparsi : al mulitta, al magnan, al caretè….
 
 A poco a poco emergono  le storie,gli amori, le passioni  collettive, le feste  su “l’èra”e nella “curta”; aie e cortili dove intensi erano i rapporti sociali e tutti si era parte di un'unica famiglia.
Il  ricco repertorio di canti contadini è composto sia da temi molto noti del repertorio tradizionale lombardo che daranno spunto per cantate collettive con il pubblico, sia da quelli recuperati  dalle ricerche nel territorio lomellino, novarese e vercellese .
                                                                                                  
I testi spaziano da quelli corali evocativi del duro lavoro a quelli legati alle feste calendariali, dagli strambotti (stornelli)  satirici e improvvisati che  parlavano di amori   ai canti di lotta , dalle  preghiere religiose a quelli più “irriverenti” a sfondo sessuale, fino  alle ballate (epico-liriche) più antiche, a contare di storie  cruenti di Re di principesse affiancate da alcune interessanti e rare controfiabe ironiche e dissacranti.
 
In dovuta considerazione saranno  i canti di lavoro delle filande che insieme alle canzoni originali del gruppo rievocheranno i malinconici addii alle famiglie delle giovani lavoratrici  immerse per 10 ore al giorno nella catena di montaggio, i primi scioperi per il salario, per la cassa mutua e persino contro le guerre che portavan via alla famiglia  il marito e di conseguenza il pane anche per i bambini. 
 
Infine le canzoni originali del gruppo unitamente a quelle storiche di importanti “cantautori sociali” come Ivan Della Mea, Fausto Amodei…rimarcheranno le lotte degli anni 60-70 per i contratti, gli orari i salari e quegli scioperi che fin dai primi del’ 900 invocavano la pace e la fine delle guerre.
Tutti i canti sono stati appositamente riarrangiati mantenendo il senso acustico e storico del periodo rievocato dall’uso di strumenti antichi popolari ,dal violino al mandolino, dalle ocarine ai flauti di legno all’armonica a bocca , il violino dei poveri. Ma per marcare l’evoluzione tecnologica del lavoro e in molti casi  anche la spersonalizzazione e il deteriorarsi dei rapporti umani tra i compagni non mancheranno canzoni dai ritmi più urbani: rock, blues e.. persino il rap.

 
 Informazioni 
Quando: lunedì 1 Maggio, ore 16.00
Dove: Teatro Verdi, Cassolnovo (PV)
Ingresso: libero

Informazioni:
www.cantosociale.it

 

Comunicato Stampa

Pavia, 26/04/2006 (4160)

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