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Pagina inziale » Oggi si parla di... » Articolo n. 4148 del 18 aprile 2006 (3123) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
Bolli auto e arretrati
Bolli auto e arretrati
E’ appena terminata la buriana delle ingiunzioni dei bolli auto, inviati dalla Regione Lombardia a qualche milione di automobilisti, ma non si placa la fame di entrate della stessa regione che continua, per il tramite dei concessionari, a rivendicare somme relative a bolli pregressi.
 
E’ opportuno quindi ricordare i termini del contendere e dare ai nostri lettori i suggerimenti per difendere i loro diritti in materia.
 
Incominciamo a ricordare che in materia di bolli auto vige in questo momento la prescrizione triennale, salvo che per i contenziosi 2000 e 2001 dove con una assurda norma di legge è stata prorogata la prescrizione a tutto il 31 dicembre 2005.
 
In caso di smarrimento delle ricevute di versamento si può ovviare producendo un atto certo relativo alla perdita del possesso dell’autovettura o in alternativa una certificazione della propria compagnia assicuratrice che dimostri che la polizza che copriva il veicolo è cessata o è stata trasferita su un altro mezzo prima della scadenza di pagamento relativo al bollo stesso.
Questa facoltà è concessa da alcune disposizioni dell’Agenzia delle Entrate che con due circolari si collegano all’articolo 17, comma 18, della legge 449/97 e ne interpretano bene il contenuto.
Le modifiche operate dalla legge appena citata recepiscono le indicazioni della Corte Costituzionale che stabiliva che l’obbligo di pagamento del bollo cessa anche in assenza di radiazioni dal pubblico registro, purché l’interessato esibisca una idonea documentazione relativa all’automezzo.
Con la circolare del maggio 1998 (122/E) l’Agenzia delle Entrate puntualizzava infatti che
erano da considerarsi “idonee documentazioni” tutti gli atti di data certa e indicava degli esempi a titolo non esaustivo.
 
In riguardo alla rottamazione la circolare indicava, come documento certo, la ricevuta di un demolitore ma non escludeva di poter utilizzare altri atti come ad esempio una dichiarazione che specificava che il veicolo non era più riparabile.
Per approfondire le spiegazioni l’Agenzia delle Entrate ha licenziato, nel gennaio 2002, una ulteriore circolare (2/E) con la quale ammette anche la certificazione della compagnia di assicurazione.
Vi è poi da dire che le Regioni (o almeno alcune) che ora sono titolari della materia hanno parzialmente derogato da queste indicazioni creando un forte contenzioso e un groviglio di norme poco interpretabili.
 
In ogni caso la Consulta ha sempre sostenuto che le norme Nazionali sono il punto di riferimento e in caso di contenzioso è il Giudice ad interpretarle.
 
 Informazioni 
 

Mario Spadini

Pavia, 18/04/2006 (4148)




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