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Pagina inziale » Ambiente » Articolo n. 4052 del 24 marzo 2006 (2068) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
Riflessi sull'acqua
Una raffigurazione del porto di Pavia in un'opera di Trecourt

Fotografie, mappe, documenti, incisioni, dipinti, e quant'altro conservato tra le collezioni del Castello Visconteo possa essere in grado di illustrare il ruolo che il Ticino ha avuto nei secoli per la sua città, costituiranno la mostra documentaria-iconografica "Riflessi sull'acqua", in allestimento a Pavia nell'ambito del Festival "L'anima dei luoghi".

"Passando da un inquadramento idrogeologico del fiume - spiega Gigliola De Martini, curatrice della mostra e del Museo del Risorgimento dei Civici Musei -, attraverso mappe e carte geologiche e geografiche, verranno passate in rassegna le "funzioni" del nostro fiume: dal ruolo economico a quello politico, da quello difensivo a quello ludico."

Una serie di foto scattate da celebri autori locali quali Nazzari e Tollini prima, Chiolini e Volpi poi, così come dipinti e stampe, illustreranno i mestieri del fiume attraverso gli scatti e le pennellate che hanno immortalato lavandaie e gerö (i cavatori di ghiaia), ma anche "navaioli" e pescatori: uomini e imbarcazioni di chi aveva fatto della navigazione (per fini militari o commerciali) e della pesca sul fiume la propria attività.
Tra i ritratti si potranno ammirare anche i grandi insediamenti produttivi lungo le sue rive, come le fornaci, che necessitavano di notevoli quantitativi d'acqua per il loro funzionamento.

Il ruolo difensivo, assunto con l'appoggio di mura e bastioni, viene testimoniato dalla riproduzione di un arazzo conservato a Napoli, che mostra soldati francesi annegati nelle acque del Ticino nel corso della Battaglia di Pavia.

Una mostra completa che da documenti dell'800, epoca in cui Ticino aveva il ruolo politico di confine tra il Regno di Piemonte e il Regno Lombardo-Veneto unito all'Austria, arriva ai giorni nostri, o meglio al secolo scorso, in cui il "Fiume Azzurro" era ancora balneabile e centro vitale di attività ricreative... Nascono i bagni pubblici, le associazioni e i circoli sportivi, quali la Battellieri Colombo e la Canottieri, e il fiume diventa teatro di competizioni remiere, manifestazioni folcloristiche, come il celebre Palio dell'oca, e processioni religiose.

Una sezione dell'esposizione verrà poi dedicata al Naviglio pavese, perché se anche furono Po e Ticino, in età medievale, a far assurgere Pavia a porto di importanza europea, che attraverso il Mediterraneo consentiva di raggiungere l'Oriente, anche il Naviglio fa parte del sistema fluviale locale.

La navigazione fluviale che ebbe un ruolo di primo piano nell'economia locale, iniziò a decadere verso l'Ottocento, proprio perché scorrendo lungo il confine, il Ticino imponeva ai suoi naviganti il pagamento di troppi dazi.
Nella seconda metà dello stesso secolo, a dazi aboliti in seguito all'unità d'Italia, si tentò una rivitalizzazione di tale idrovia, ma ormai stava prendendo piede il trasporto ferroviario e quello fluviale risultava obsoleto.

"Anche il Naviglio, che aveva tra i compiti principali quello di rimettere Pavia in gioco nell'ambito del commercio fluiviale, - precisa Gigliola De Martini - viene a perdere d'importanza, ciononostante, ne vanno ricordati il valore come porto per il trasporto passeggeri da Pavia a Milano a la sua monumentalità".

 
 Informazioni 
Dove: Scuderie del Castello Visconteo - Pavia
Quando: dal 28 marzo (inaugurazione ore 17.30) al 17 aprile 2006
Aperta dalle 10.00 alle 17.50, chiusa il lunedì
Ingresso: libero
 

Sara Pezzati

Pavia, 24/03/2006 (4052)

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