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Pagina inziale » Turismo » Articolo n. 397 del 18 gennaio 2002 (4255) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
Brolo
Brolo

Il nome deriva probabilmente da una parola latina (brolum) che significava giardino. In questa zona, infatti, tutt'oggi sorgono giardini e agrumeti che nei secoli hanno dato lavoro alle famiglie brolesi, così come la produzione di imbarcazioni e l'artigianato locale, incentrato sulla lavorazione del ferro battuto e del legno, presente in quasi tutti i paesi della provincia di Messina.

Brolo si trova appunto, a un centinaio di chilometri da Messina, sulla costa tirrenica, fra Capo d'Orlando e Capo Calavà.

E' un paese piuttosto piccolo caratterizzato da una parte alta, su cui troneggiano i resti del castello, e una bassa, dove spicca un moderno e suggestivo lungomare, poiché da lì sembra letteralmente di toccare con le dita, tre delle isole Eolie, che sorgono proprio di fronte al paese.

La spiaggia, d'estate sovraffollata dai bagnanti che provengono da ogni parte della Sicilia, del resto della Penisola e anche dall'estero, offre uno stupendo panorama della costa tirrenica, con sabbia o ghiaia e mare pulito e molto freddo, e permette al turista di godersi anche il fresco... Questa zona è infatti abbastanza temperata e la sera spesso anche ventosa, caratteristica che d'estate, fa sempre piacere, soprattutto dopo aver magari trascorso la giornata ad arrostirsi al sole.

La parte alta si raggiunge attraverso piccole e tortuose stradine, che portano al Castello, eretto agli inizi del 400 e in passato abitato dai Lancia, una famiglia principesca e ducale della zona. Il maniero, tra i meglio conservati della Sicilia, è affiancato da una torre che conserva ancora i suoi merli. Tramite una scala a chiocciola, è possibile arrivare sulla sua sommità e, da lì, si resta incantati a guardare un paesaggio da sogno: l'arco di mare fra Capo Calavà e Capo d'Orlando, le Isole Eolie, la costa piena d'agrumeti, le macchie di casette sempre più presenti attorno al paese, il sole che tramonta sul mare e che colora i merli del castello di rosso fuoco... Uno spettacolo naturale che affascina anche il visitatore più critico.

Nei mesi di luglio e agosto si svolge l'Estate Brolese, caratterizzata da due manifestazioni principali: la "Sagra du pani cunsato" (pane condito) e la "Sagra du muluni" (melone inteso come anguria).

In queste occasioni dunque si può gustare, appunto, il pane condito con pomodori salati, acciughe, origano, sale, olio; pane cotto a legna, di una pasta particolare che non si trova purtroppo nelle nostre panetterie, il così detto "pane di casa". Durante la Sagra du muluni sono poi aperti dei chioschi che vendono appunto le angurie, e la gente siede ai tavolini, sul muretto del lungomare o sulle sue panchine a mangiare queste enormi fette fresche, rosse e dolci.

Si possono anche gustare, in questa come in altre occasioni naturalmente, prodotti tipici del messinese, come la frutta martorana, i biscotti di mandorla, la Malvasia - l'ottimo e particolare vino delle Eolie - le granite di limone e le brioche siciliane. Il tutto condito, dal calore e dal colore sempre presenti nei paesi di tutto il meridione, ma ancor di più in Sicilia (che ben conosco).

La gente difficilmente va a letto prima delle due del mattino e vedere albeggiare sul mare e la notte lasciare il posto alla luce del giorno, mentre si stagliano lentamente sull'orizzonte i profili scuri, poi sempre più chiari e infine azzurrognoli delle Eolie, è uno spettacolo indimenticabile...

 
 Informazioni 
 

Paola De Matteo

Pavia, 18/01/2002 (397)

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