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Pagina inziale » Musica » Articolo n. 362 del 28 novembre 2002 (1817) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
Giorgia a Pavia
Giorgia a Pavia

"Come mia prima volta a Pavia non c'è male!". Questo è il commento iniziale di Giorgia al suo primo apparire su un palcoscenico pavese, al Palaravizza, davanti a tremila persone di età variabile tra i sette e i cinquanta anni.

L'allestimento del palco è ben curato e suggestivo, con gradinate, penisola a T che affonda tra la folla e maxi schermo su cui numerose telecamere proiettano immagini del pubblico miscelate a quelle dei musicisti e della cantante.

Esile e minuta, ma grintosa, sexy e con la voce al top, inizia il concerto dopo essere apparsa come d'incanto dal fondo del palco, con un'introduzione nuova di SAVE THE WORLD. Dopo il primo brano si slaccia la lunga palandrana nera per rivelare un elegantissimo vestito nero (ne cambierà altri due tempo della fine del concerto).

Due parole sulla band: quasi interamente composta da musicisti di colore tranne che per il tastieristaTommy Barbarella. Michael Baker alle percussioni, Mike Scott alla chitarra, Michael Bland alla batteria, Sonny T. al basso e due bravissime coriste (Sandy e Roberta) formano una band rocciosa e duttile (parecchi i momenti in cui il bassista imbraccia l'acustica) che renderebbe superfluo il ricorso alle "macchine" con basi pre-registrate; purtroppo non è così e anche Giorgia si adatta a questa brutta abitudine italiana.

Lei è veramente brava, bravissima ma non sa tenere il palco: quando parla con la gente è impacciata e preferisce cantare.

Giorgia con le due coriste

La scaletta dei brani proposti é più o meno quella del tour estivo salvo l'aggiunta di vecchi brani come "Alba" (completamente rivisitata nell'arrangiamento), "Ogni donna" e "Tuttinpiedi". Non mancano poi i Greatest Hits: "Come Saprei", "Strano il mio destino", "E poi", "Di sole e d'azzurro", "Tradirefare", "Dimmi dove sei" (versione dance), "Ho voglia di ricominciare", "Un'ora sola ti vorrei", "Qualcosa cambierà" (in parte eseguita in inglese), "Il mare sconosciuto", "Vivi davvero", "Girasole", "Senza Ali" e altre ancora tra cui "Marzo" (dedicata ad Alex Baroni). Il pubblico canta con lei e lei lo incita a divenire protagonista.

Micheal Baker e Sonny T. si esibiscono in una vecchia canzone di Stevie Wonder: "My cheri amour"; ma è nel bis "A song for you" (unica cover della serata cantata in inglese) che Giorgia riesce veramente ad emozionarmi. Solo voce e pianoforte e un feeling finalmente vero che ti tocca "dentro".

Ho la netta impressione che quella sia la vera musica che "muove le corde" di Giorgia e forse i brani che incide in italiano sono, a volte, solo esercizi di canto ma non riescono a coinvolgerla. Fatto sta che , forse, se avesse la forza di fare uno spettacolo di cover (quelle che piacciono a lei) solo voce e piano potremmo assistere ad un grandissimo spettacolo.

 
 Informazioni 
 

Furio Sollazzi

Pavia, 28/11/2002 (362)

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