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Pagina inziale » Turismo » Articolo n. 3367 del 12 settembre 2005 (1754) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
Cergnago all'epoca degli Sforza
Cergnago all'epoca degli Sforza

Per questo fine settimana un doppio appuntamento a Cergnago, dove le iniziative in programma per la XXIV Sagra del Risotto si intrecciano agli eventi organizzati nell'ambito della II edizione della Rievocazione Storica della "Sottomissione del Feudo di Cergnago al Conte Francesco Sforza".

Come nasce questo connubio? Galeotto fu il risotto, o meglio il riso, introdotto nel '400 da Galeazzo Maria Sforza (discendente di Francesco Sforza), in questa pianura paludosa del ducato, corrispondente alla Lomellina, dominata, con Pavia e Vigevano, dalla dinastia Visconti-Sforza.
Ecco quindi, da associare ai festeggiamenti organizzati dalla Pro loco sul tema del riso, l'idea di rievocare, con l'intento di renderli altrettanto tradizionali, episodi della storia sforzesca accaduti nella zona e nel Feudo di Cergnago: un modo per mantenere vive le tradizioni più antiche e dare una dimensione culturale alla rivisitazione del passato, valorizzandone l'importanza.

Già all'epoca dei Comuni, Cergnago e la Lomellina erano parte del Contado di Lomello e seguivano le sorti di Pavia, rimanendo separati da Milano, che in guerra con Pavia non tardò a penetrare in questa parte della nostra provincia. Era il 1213 quando ebbe inizio ad un lungo periodo di devastazioni.
Nel 1359 con i Visconti, Pavia venne unita a Milano e da qui si ebbero anni di pace e prosperità.
Nel 1362 in Pavia edificarono il castello - racchiudendovi una chiesetta detta "Santa Croce dei Cergnaghi" (patronato di una famiglia di Cergnago) - e nel 1447, alla morte di Filippo Maria Visconti, Francesco Sforza gli succede nella Signoria di Pavia.
Il 28 settembre 1447, Francesco Sforza è accampato a San Colombano, dopo averne conquistato il castello, per ricevere la Città di Pavia e poi man mano tutti i territori di Lomellina a lui sottomessisi.
A questo avvenimento parteciparono tutti gli ambasciatori del territorio, tra cui anche Alberico Maletta, Conte Palatino, Signore di Cergnago e Cittadino Pavese.
Stabilitosi già da tempo in Lomellina, il Maletta, abitava a Campalestro e godeva anche della stima di Mortara, tanto da diventare ambasciatore e notabile sforzesco e da ottenere dal duca - nella seconda metà del '400 - i feudi di Cilavegna e poi di San Giorgio.

Nella rievocazione storica che andrà in scena domenica, Alberico Maletta, prima della sottomissione, riceve Francesco Sforza a Cergnago in una giornata di caccia e di grandi festeggiamenti alla presenza di tutti i nobili e la popolazione del Feudo. Francesco Sforza, la moglie Bianca Maria Visconti, Agnese del Maino, madre della Contessa e tutti i dignitari di Corte, vengono accolti nel Feudo dal Signore Alberico Maletta, tutti i nobili e il popolo al rullio di tamburi (si esibiranno per l'occasione i tamburii del Palio delle Contrade di Vigevano) e squilli di chiarine.

Come d'uso a quel tempo, alle danzatrici sono affidati i riti propiziatori all'avvenimento prima della lettura solenne dell'Atto di Sottomissione del territorio di Cergnago.
A questo punto inizia la grande festa in onore di Francesco Sforza: la giornata è dedicata a battute di caccia con i falchi, agli spettacolari lanci di frecce degli arcieri, ai tornei che i nobili dedicano alle dame.

Quest'anno si disputerà per la prima volta un "Torneo di Giostra", che vedrà nobili cavalieri impegnati a difendere i colori delle quattro contrade in cui è suddiviso il paese (Burio, Castello, Madonnina e Cavòn)... Il cavaliere che si aggiudicherà il torneo, darà la vittoria alla contrada che rapresenta, la quale avrà in consegna e custodirà fino alla prossima competizione lo Stendardo del Feudo che raffigura lo stemma del Conte Francesco Sforza (diventerà Duca nel 1450) e le insegne feudali.
L'intero paese sarà coinvolto per far rivivere all'avventore l'atmosfera dell'epoca, allestendo nei vari punti del centro abitato botteghe di antichi mestieri e ambienti familiari, che saranno poi visibili per l'intera giornata della domenica.

Dal giovedì sera sino alla domenica, saranno inoltre molti i momenti gastronomici per degustare e apprezzare il caratteristico piatto cucinato in vari modi, tra cui primeggia la ricetta del Risotto funghi dei boschi di Cergnago (in distribuzione gratuita domenica alle 17.00), reminescenza forse, dell'antica selva di cui si hanno notizie da epoche lontanissime.

 
 Informazioni 
Dove: Cergnago, c/o centro Polisportivo
Quando: dal 15 al 18 Settembre 2005

Per informazioni e prenotazioni:
Tel.: 0384/43355 (9.00-13.00/16.30-22.00), 0384/43429 (orari d'ufficio)
 

La Redazione
in collaborazione con Patrizia Merati

Pavia, 12/09/2005 (3367)

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