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Pagina inziale » Cultura » Articolo n. 3359 del 12 settembre 2005 (4915) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
Lusso e Autarchia
Particolare della locandina della mostra

La storia del costume e della vita italiana nel periodo autarchico raccontata attraverso le calzature. E quando si parla di calzature, quale migliore sede della Città Ducale per allestire una mostra su questo tema?
Vigevano, sede del Museo internazionale della Calzatura, apre domenica prossima i battenti della mostra Lusso & Autarchia - 1935/1945. Salvatore Ferragamo e gli Altri Calzolai italiani: 50 modelli esclusivi di scarpe per conoscere e documentare un'epoca.

Moda e regime, eleganza ed esigenze patriottiche, il design del tempo doveva fare i conti con il risparmio delle materie prime imposto durante il Ventennio. Ecco così calzolai e modiste che si danno da fare per proporre "il massimo del lusso con il minimo dei materiali".
Sparisce il cuoio che "si usa per i soldati e le cose importanti", è l'epoca delle suole in resina, delle tomaie in passamaneria e dei tacchi in legno a rocchetto, e Salvatore Ferragamo, ribattezzato "eroe della moda autarchica", riesce con le sue creazioni a trarre scarpe nel contempo eleganti e resistenti, ottenute con i materiali "permessi" con la vera maestria di un genio della moda.

Le calzature autarchiche, con le loro forme e i nuovi materiali, cambiano il modo di camminare delle signore e portano una ventata di speranza e di ribellione inconscia nella donna che il regime vorrebbe ciabattata a casa accanto al focolare domestico, pronta a risparmiare non solo nel denaro, ma anche nel gusto. Oltre che dalle regole dell'autarchia, la moda del periodo è influenzata dal futurismo, dalle avanguardie, e le ristrettezze del tempo di guerra stimolano la fantasia del recupero di materiali, così moderna e "vintage" al giorno d'oggi.

Il sandalo disegnato da Ferragamo per Judy Garland

In esposizione 40 modelli di Salvatore Ferragamo, normalmente in mostra al Museo dedicato allo stilista a Palazzo Spini Feroni a Firenze - tra cui spicca il celebre sandalo del 1938 ideato per l'attrice Judy Garland, con tacco e zeppa in sughero ricoperto di camoscio multicolore e tomaia formata da lacci imbottiti in capretto dorato - ed esemplari "anonimi" coevi, di proprietà del Museo Internazionale della Calzatura di Vigevano e che probabilmente hanno subito l'influenza dell'ingegnoso stilista.

Oltre ad ammirare le calzature "retrò" del famoso stilista, è inoltre possibile vedere "Una commedia d'autarchia": un vero e proprio salotto allestito nella seconda scuderia dove vengono proiettati filmati e documentari di propaganda del regime per la diffusione della moda italiana.
La mostra prosegue con la sezione dedicata al "design autarchico": dove trovano esposizione i curiosi modelli autarchici della collezione permanente del Museo Internazionale della Calzatura.
Una mostra poliedrica che catapulta il visitatore in un'epoca dove l'espressione più lieve e giocosa della creatività è in realtà il ritratto di privazioni e adattamenti a un regime di ristrettezze.

Una curiosità: il titolo della mostra strizza l'occhio a "Lusso e Autarchia", libro della giornalista e scrittrice Natalia Aspesi (editato da Rizzoli fino al 1982 e ora fuori catalogo) e la stessa giornalista ha partecipato al comitato scientifico che ha progettato la mostra stessa, oltre ad aver redatto insieme a Stefania Ricci, curatrice del Museo Ferragamo di Firenze, gli interventi critici sul catalogo dell'esposizione.

 
 Informazioni 
Dove: Museo Internazionale della Calzatura
c/o II Scuderia del Castello di Vigevano, ingresso da Piazza Ducale
Quando: inaugurazione sabato 17 settembre, ore 18.00; apertura dal 18 settembre al 20 novembre 2005, nei seguenti orari: mar.-ven.: 10.00-12.30/15.00-18.00; sabato e festivi: 10.00-12.30/14.30-18.30. Lunedì chiuso.
Ingresso: biglietto unico per Mostra e Museo Internazionale della Calzatura a 2,50 euro intero e 1,80 euro ridotto (scolaresche 1,00 euro).

Per informazioni:
Tel.: 800.662288 (numero verde)
E-mail: musei_civici@comune.vigevano.pv.it
 
 
Pavia, 12/09/2005 (3359)

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