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Pagina inziale » Spettacoli » Articolo n. 3356 del 9 settembre 2005 (1872) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
Dal 'Mostro della Laguna'..
Dal 'Mostro della Laguna'..

Sesso e sicurezza, amore, amicizia ed altre catastrofi a Venezia 2005.

Che cosa colpisce di più il "piccolo critico d'assalto" al suo arrivo in questa 62^ edizione della Mostra della Laguna? Facile e scontato dirlo: le inedite misure di sicurezza che vi si sono messe in opera, in forma così massiccia ed evidente per la prima volta, almeno che io ricordi.
Vero è che negli anni della contestazione studentesca il Vostro era troppo piccolo, e forse saggio, per frequentare la Mostra delle mostre.. ma tant'è.

Vele bianche di nylon spesso ricoprono strutture in metallo antisfondamento alte più di due metri e circondanti tutto il quartiere del Palazzo del Cinema.
Invisibili, ma comunque percepibili, tiratori scelti osservano nei loro mirini dai tetti. Volano bassi gli elicotteri di guardia.
Ad ogni varco una decina di uomini delle forze dell'ordine coadiuvano nei controlli il normale personale del Festival.
Metal detector all'avanguardia si stagliano come monoliti sullo sfondo.
Alcuni pulmini carichi di carabinieri e cellerini in tenuta antisommossa, con tanto di scudo trasparente, stazionano regolarmente tra gli ingressi delle sale.
Ci sono cani-poliziotto che latrano dalle gabbie in cui sono sempre chiusi il loro disappunto.

La severità dei primi giorni: "No, in questa sala non si entra con nessuna borsa, nemmeno un marsupio!", si è per fortuna stemperata con il tempo, ma d'altronde fin dall'inizio Guardia di Finanza, Polizia e Carabinieri si adoperano con una gentilezza ed un tatto nelle "perquisizioni" davvero esemplare.
Non ho mai assistito a scene di intemperanza o peggio di criptoviolenza in questi giorni, e frequento le sale dalle 8 del mattino alle tre di notte, ma, anche se sento che sono avvenute, devono essere stati veramente fenomeni isolati e molto rari.

Altro "dettaglio" da nulla che "salta all'occhio" è poi la qualità media dei film in programma: davvero alta e questo è decisamente ancora il motivo per cui una persona "normale" frequenta un festival cinematografico.
Ammesso e non concesso infatti che si possa rimanere "normali" andando al cinema dalle 8 e trenta del mattino alle due di notte per undici/dodici giorni consecutivi, che cosa può contribuire maggiormente alla vostra salute mentale se non la qualità intrinseca di ciò che vi si propone dallo schermo?

E potrei citare alcuni titoli presi del tutto a caso. Mentre vi scrivo ho ancora negli occhi ad esempio lo struggente film di Solanas, un documentario chiaro e potente sulla situazione sociale insostenibile presente oggi in Argentina, e sul coraggio davvero esemplare dei più poveri, La dignidad de los nadies, l'impegno politico ed etico-estetico notevole di Good Night and Good Luck di Clooney, o il rigore filosofico ineccepibile, che si respira nel portoghese O fatalista di Joao Botelho, la pace che prelude alla tragedia nel russo Garpastum di Alexey German jr., un'apologia del calcio, e della voglia di vivere in generale, nei primi anni del secolo scorso (e vi segnalo che persino io che non sopporto le partite dello sport nazionale ho apprezzato molto!), il racconto epico corale di Arido Movie che viene dal Brasile, il lirico, teatrale ma intimo e sentito dialogo tra donne di Wuqiong Dong della regista cinese Ning Ying, e ancora gli spassosi Edmond di Stuart Gordon, Romance and Cigarettes di Jonh Turturro, ma soprattutto il fantasiosissimo, super atteso, "vitale" Tim Burton Corp's Bride, decisamente l'animazione d'eccezione di quest'anno.

Una rassegna all'insegna dei rapporti tra gli esseri umani: odio, amore, sesso, amicizia, coniugati in ogni modo che possiate immaginare, e anche di più.
Ma ci sarà tempo, spero, per parlarne meglio e più diffusamente durante l'anno.

Perché? Non vi siete ancora stancati di leggermi?
C'è qui un regista, quello di Asì, che sostiene che possiamo concentrarci su di un argomento al massimo per trentadue secondi...
E voi che ne dite?

 
 Informazioni 
 

Roberto Figazzolo

Pavia, 09/09/2005 (3356)

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