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Pagina inziale » Musica » Articolo n. 3317 del 29 agosto 2005 (1751) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
Concerti passati: Fare Estate
Umberto Petrin e Gianluigi Trovesi

Quando ci siamo lasciati, all'inizio delle ferie, mancavano ancora un paio di appuntamenti alla conclusione del calendario di Fare Estate, rassegna di spettacoli estiva curata dal Settore Cultura del Comune di Pavia; il Jazz ha avuto un posto di primo piano in questa edizione e il concerto di mercoledì 3 agosto tenuto da Umberto Petrin e Gianluigi Trovesi è sicuramente stato uno dei momenti più "alti" della rassegna.

Senza togliere nulla agli interpreti che li hanno preceduti (basterebbe citare la prorompente vitalità dimostrata dai ragazzi della Columbus Youth Jazz Orchestra che, il lunedì sera precedente, hanno suonato sotto la pioggia e poi sotto i portici, rinunciando all'amplificazione, dando ottima prova di sè) i due musicisti in questione hanno riaffermato, oltre alle loro indiscutibili abilità tecniche, anche una squisita capacità di navigare tra i vari generi musicali dimostrando una profonda cultura musicale.

Non nuovi ad esperimenti del genere ma, nel frattempo, arricchiti di nuove esperienze, i due hanno condotto per mano il pubblico in questo viaggio "a tutto tondo" nell'universo musicale conosciuto: i brani di jazz si sono alternati alle melodie popolari, Mahler a braccetto con Luigi Tenco, l'opera lirica rivisitata, ma il tutto con disarmante semplicità e con singolare ironia. Quel loro non voler prendersi troppo sul serio, scherzare e ridere pur sottolineando la difficoltà delle proposte, ha fatto sì che il pubblico tutto li abbia seguiti senza mai stancarsi, distrarsi, convinto di capire anche quando forse coglieva solo il lato superficiale dell'operazione.
Colti, intelligenti e bravissimi, Petrin e Trovesi hanno fuso il "grande jazz" con la melodia italiana, la "caciàra" balcanica col i "larghi" operistici e il concerto è finito prima ancora di rendersi conto che il tempo era passato ed era ora di chiudere. Applausi e bis e complimenti a non finire.

Mirko Casadei Beach Band

Anche quest'anno, come tradizione, lunedì 15 agosto si è tenuto il concerto di Ferragosto (detto anche Gran Ballo, per le caratteristiche popolari che lo hanno sempre contraddistinto); abbandonata momentaneamente Piazza della Vittoria, la festa si è trasferita nel cortile del Castello Visconteo in previsione (puntualmente avveratasi) di una grossa affluenza di pubblico.

L'Orchestra Casadei, che già era stata protagonista a Pavia cinque anni fa, si è presentata con la nuova formazione Mirko Casadei Beach Band.
La famiglia Casadei ha sempre rappresentato in Italia la punta di diamante di quel movimento che della musica popolare da ballo ha fatto una ragione di vita. Instancabili (suonano praticamente quasi tutte le sere), professionali, musicalmente preparati, gente che sa far spettacolo, insomma.

E spettacolo c'è stato a cominciare dall'allestimento del palco: una cabina da spiaggia ed una enorme palma gonfiabile troneggiavano alle spalle dei musicisti insieme ad un mega-schermo su cui venivano proiettati, di volta in volta, il logo dell'orchestra, filmati tratti da spettacoli televisisvi in cui la canzone Romagna Mia (di cui ricorrono i cinquant'anni) veniva interpretata da vari artisti quali Gloria Gaynor, la Pausini, Fiorello e altri; anche un video-clip in cui si assiste al passaggio del testimone da parte di Raul Casadei al figlio Mirko.

L'orchestra ha saputo, sin dalle prime note, coinvolgere il pubblico (circa 1500 persone) e farlo ballare sino a quasi mezzanotte. Vecchi e nuovi successi, rivisitazione in chiave moderna e ballabili di tutti i generi si sono succeduti per più di due ore e mezza senza la benchè minima interruzione, con la sorpresa piacevole di constatare che questa orchestra (al contrario di tante altre) fa un uso molto limitato di basi musicali pre-registrate e suona quasi tutto in diretta (e questo va indubbiamente a loro merito).

 
 Informazioni 
 

Furio Sollazzi

Pavia, 29/08/2005 (3317)

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