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Pagina inziale » Spettacoli » Articolo n. 2879 del 11 aprile 2005 (2413) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
Modernità del secolo scorso...
Massimiliano Caldi

È il mondo moderno a prendere il sopravvento nel programma del quarto appuntamento della V Stagione Concertistica di Voghera - diretta da Massimiliano Caldi, strumento solista il fagotto della Scala di Milano Valentino Zucchiatti - dove si riconoscono infatti i nomi di due esponenti di spicco del Novecento musicale: quello di Heitor Villa-Lobos e quello di Arnold Schönberg.
Lontanissimi tra loro per formazione e per cultura rappresentano due tra le differenti anime musicali del secolo appena concluso.

L'opera musicale di Arnold Schönberg, di cui si ascolteranno i Dieci Walzer per orchestra d'archi, soltanto recentemente pubblicati e probabilmente oggi in prima esecuzione italiana, va infatti a caratterizzarsi per l'assidua ricerca da parte dell'autore di un nuovo stilema linguistico.
Un idioma che, andando oltre rispetto al linguaggio comunemente e tradizionalmente utilizzato dai compositori europei, principalmente di scuola tedesca, riuscisse a riempire di contenuti originali e innovativi forme ancora tradizionali, scardinando con ciò i nessi di una sintassi musicale, che continuava ad essere dominata dai rapporti tonali, facile all'ascolto, di immediata comprensione, eppure troppo "stretta", troppo in arretrato sui tempi appunto nuovi.

Dall'altra parte del mondo, in Brasile, cresce e si forma, per quanto interrompendo la sua residenza sudamericana con diversi viaggi in Europa, concentrati soprattutto negli anni tra il 1923 e il 1930, Heitor Villa-Lobos. La cui musica, assolutamente unica (l'esordio del 1915 suscitò vivaci polemiche), si caratterizza per la ricchezza di un vocabolario che nasce dalla commistione di più stili, dalla rilettura del folklore della propria terra, coniugati con l'esigenza di novità, di originalità.
Al punto che Villa-Lobos arriverà a dar vita non soltanto a un linguaggio musicale davvero personale, ma anche a una forma, il chôro, di cui egli stesso non nasconde lontane origini negre, probabilmente autoctone, nella quale lasciar intervenire i più diversi complessi cameristici e orchestrali. Valentino Zucchiatti Il programma prevede l'esecuzione di una delle sue Cirandas, composizioni che nascono con riferimento diretto a certi giochi per l'infanzia; composizioni che vanno ad arricchire il suo già vasto catalogo, comprendente sinfonie, poemi sinfonici, suites sinfoniche e cameristiche, i ricordati chôros, le celeberrime Bachianas brasileiras, ispirate alla musica di Bach, opere teatrali, concerti, quartetti e molta altra musica da camera.

In programma l'esecuzione dei Dodici minuetti di Ludwig van Beethoven. Ancora una volta pagine giovanili del maestro di Bonn, pagine socievoli come le già ascoltate Danze tedesche e i già ascoltati Ländler, scritte nei primi anni del soggiorno viennese, nel tentativo di catturare l'attenzione e di andare incontro al gusto della colta borghesia della capitale austriaca.

Infine un saggio, il Quartetto in do maggiore per fagotto e archi, dell'abilità compositiva del francese François Devienne, flautista e fagottista di rinomata fama, a cui si deve una lunga messe di pagine, principalmente destinate agli strumenti a fiato, in cui il nostro indaga tutte le possibilità timbriche e strutturali offerte appunto dai fiati, contribuendo per tal via, e in modo notevole, al progresso della tecnica e della prassi esecutiva da essi richieste. Si tratta peraltro di lavori gradevolissimi all'ascolto, frutto della facilità creativa di Devienne, dotato di un innato gusto per il linguaggio armonico, di un giusto senso delle proporzioni, di una naturale predisposizione per la strumentazione.

 
 Informazioni 
Quando: sabato 16 aprile, ore 21.00
Dove: presso il Teatro San Rocco di Voghera

Per informazioni:
Ufficio Cultura 0383/336316-319

 
 
Pavia, 11/04/2005 (2879)

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