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Pagina inziale » Ambiente » Articolo n. 2709 del 21 febbraio 2005 (3479) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
La Banca del Germoplasma
L'orto botanico pavese

La diversità biologica, risultato di milioni di anni di evoluzione determinata dalle mutazioni, dalla ricombinazione genica e dall'effetto delle pressioni selettive, è un'eredità naturale che va conservata per le generazioni future.

Attualmente la perdita di specie ha raggiunto livelli tali da assumere carattere di emergenza e da richiedere strategie globali di conservazione, sancite nella Convenzione Internazionale sulla Diversità Biologica (CBD), adottata nel 1992 a Rio de Janeiro e ratificata in Italia nel 1994. Ma è soprattutto a livello locale che queste politiche devono trovare effettiva attuazione: in questo allarmante scenario il ruolo a cui sono chiamati gli Orti Botanici dalla comunità scientifica internazionale è diventato di fondamentale importanza per rendere operative le politiche e le strategie moderne di conservazione della biodiversità, sia in situ che ex situ.

Lo storico Orto Botanico dell'Università di Pavia, attraverso il Dipartimento di Ecologia del Territorio e degli Ambienti Terrestri (DET) svolge da tempo numerose attività di conservazione della biodiversità vegetale in Lombardia. Recentemente il suo ruolo è stato potenziato: dal 2005 infatti, la conservazione preventiva della flora spontanea lombarda può essere fattivamente condotta, grazie all'apertura della Banca Lombarda dei Semi (LSB).

La Banca è gestita dal Centro Regionale per la tutela della Flora Autoctona (CFA), con sede presso il Parco del Monte Barro (LC), che opera su mandato dell'Assessorato Ambiente ed Energia della Regione Lombardia.
La Banca è articolata in due unità: la sede operativa, localizzata presso l'Università di Pavia, al Dipartimento di Ecologia del Territorio e degli ambienti terrestri (DET) con funzioni di raccolta in natura e preparazione dei semi, coordinamento di tutte le attività operative e tecnico-scientifiche e la sede amministrativa di Galbiate (LC), presso Villa Bertarelli con funzioni di stoccaggio definitivo dei semi; accesso al pubblico ed educazione ambientale.

La LSB si è prefissata l'ambizioso compito di raccogliere in natura e conservare i semi di almeno il 20 % della flora lombarda, che ammonta a circa 600 entità.
L'attività svolta nel corso del biennio 2003-2004 ha già portato alla raccolta dei semi di circa 200 specie, nelle diverse province lombarde. I semi di molte specie sono stati collezionati in più località ed in tempi diversi, al fine di garantire una maggiore rappresentatività del germoplasma conservato.
Duplicati sono già stati inviati alla prestigiosa banca dei semi inglese, Millennium Seed Bank, dei Royal Botanical Gardens di Kew, quale ulteriore garanzia di conservazione. L'attività di raccolta dei semi è stata in gran parte possibile grazie all'opera di singoli volontari o di gruppi floristici locali.

La maggior parte delle specie più rare e significative dal punto di vista biogeografico (stenoendemiti lombardi) sono già conservate nella LSB e costituiscono quindi una preziosa riserva in caso di danneggiamento o estinzione delle popolazioni che crescono in natura.

A parlare di questo argomento sarà lo stesso responsabile della banca pavese, il professor Graziano Rossi dell'Università di Pavia, nel corso della conferenza stampa promossa dall'Associazione Amici dell'Orto Botanico e in programma per il prossimo giovedì.

 
 Informazioni 
Dove: Orto Botanico dell'Università di Pavia
Ingresso da via sant'Epifanio, 14
Quando: giovedì 24 febbraio, ore 17.00
 
 
Pavia, 21/02/2005 (2709)

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