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Pagina inziale » Musica » Articolo n. 2707 del 21 febbraio 2005 (1834) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
Nada a Spaziomusica
Nada a Spaziomusica

Bel concerto. Bello il concerto e bravissima lei; un po' meno il pubblico.
Vorrei fare questa piccola digressione prima di parlare del concerto e spendere due parole sul pubblico pavese e, in particolare, quello di Spaziomusica che, seduto ai tavolini, trova spesso che il miglior modo di assistere ai concerti sia quello di chiacchierare amabilmente.

Se questo "modo" di partecipare ai concerti è tollerabile in caso, che sò, di un concerto di Blues (in quanto la musica, il ritmo e le sensazioni si possono assimilare anche nel caos), non lo è invece nel caso in cui sul palco ci sia un cantautore (Bubola, Riccardi o, in questo caso, Nada).
Il risultato è che se ci si trova nella prima metà del locale (vale a dire sotto il palco) si riesce a seguire il concerto, altrimenti l'attenzione va a farsi benedire.

E adesso torniamo a Nada.

Musica scarna ed essenziale, interventi calibratissimi di Zamboni con alcune letture, e Lei, soprattutto Lei, al centro dello spettacolo.

Affascinante con quell'aria un po' trasandata da bambina cresciuta, gli occhi chiusi e il corpo che ondeggia al ritmo della musica.

Sono soprattutto le canzoni dei due ultimi album a scandire i tempi dello show. Non avrei mai creduto che avesse il coraggio (e la capacità) di presentare in concerto quella canzone pugno-nello-stomaco dedicata alla madre (Le Mie Madri, ghost-track di Tutto l'amore che mi manca, che porta lo stesso titolo del suo ultimo libro) e invece l'ha fatto ed è stata toccante e straziante.

Non so quanti abbiano capito di aver assistito al concerto di una delle più interessanti cantanti (ed autrici) italiane.

 
 Informazioni 
 

Furio Sollazzi

Pavia, 21/02/2005 (2707)

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