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Pagina inziale » Musica » Articolo n. 2706 del 21 febbraio 2005 (1946) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
Abbey Road 2: Il Ritorno
Abbey Road 2: Il Ritorno

Si dice che il malfattore torni sempre sul luogo del delitto... e noi siamo tornati ad Abbey Road!
Riassumiamo: dopo le due giornate di sessions passate ad Abbey Road per registrare canzoni con più di venti tra le migliori bands italiane allo scopo di preparare un CD tributo ai Beatles in occasione del quarantennale della loro tournè italiana, dopo aver visto l'iniziativa riportata su tutti i giornali locali e nazionali e dai tre TG della RAI (TG3, TG 1 - due edizioni - e TG2 - due edizioni compresa quella di domenica 20-), siamo ritornati ad Abbey Road.

"Siamo" chi? Solo io e Rolando Giambelli (Presidente dei Beatlesiani D'Italia Associati).
Ancora una volta un viaggio mordi-e-fuggi da Orio al Serio a Londra e ritorno.
Abbiamo nuovamente varcato la soglia dei mitici studi di Abbey Road e, ricevuti dalla segretaria del direttore, dopo averci invitati nel Lounge-Bar, ci sono stati consegnati i due hard-disk con tutte le registrazioni.
Per un'oretta circa abbiamo riassaporato l'atmosfera carica di storia di quel luogo e poi ci siamo rituffati nella swingin'London.

Questa volta avevamo più tempo a disposizione prima dell'aereo di ritorno e così ci siamo concessi la visita al Beatles Shop, fonte di irrefrenabili tentazioni per qualsiasi collezionista beatlesiano.
Poi, a piedi, giù per Baker Street (ve la ricordate cantata da Gerry Rafferty?) per passare davanti all'ex-ufficio di George Martin (il produttore dei Beatles) e davanti a quello che era stato il negozio della Apple e raggiungere Oxford Street, Bond Street e Saville Row in cui rimane in piedi solo metà dell'edificio che ospitò gli uffici della Apple e sul cui tetto si svolse il famoso concerto in cui, a sorpresa) i Beatles eseguirono Get Back e altre famosissime canzoni mentre la gente si fermava per strada, con il naso all'insù, per capire da dove arrivasse la musica.

Furio e Rolando davanti al Beatles Shop

Una sosta in Piccadilly Circus (accidenti: hanno spostato statua-e-contorno sulla sinistra per creare nuova viabilità) per un boccone e poi, su un classico autobus rosso a due piani si torna ad Abbey Road.

Alcuni fans che stanno scrivendo sul muretto antistante gli studi si stupiscono di vederci entrare e riuscire con le borse sponsorizzate di Abbey Road.
Leggo (con compiacimento) un lampo di invidia nei loro occhi curiosi.
Eh beh, sono piccole soddisfazioni!

A poche strade di distanza da lì c'è l'Abbey Road Cafè in cui facciamo gli ultimi acquisti di gadgets e poi, in una strada interna (Cavendish Avenue), al numero 7, andiamo a vedere la casa di Paul McCartney. Paul, quando viene a Londra, abita ancora lì.
Accidenti! E' in casa! La luce dello studio al piano terra è accesa e, dopo pochi minuti, si spegne e si accendono quelle del primo piano.
Io e Rolando ci quardiamo negli occhi; cosa facciamo? Suoniamo o no?
Poi, l'età, il rispetto per la privacy altrui e il timore di beccarsi un "vaffa..." ci persuadono a lasciar perdere.

Ce ne andiamo alla fermata della Green Line che ci riporterà all'aeroporto di Luton e da lì, in serata, siamo di nuovo a casa. E' tutto così veloce che sembra sempre di aver sognato; ma le due borse con gli hard-disk sono lì a testimoniare che è tutto vero e che il bello deve ancora venire.

Alla prossima puntata.

 
 Informazioni 
 

Furio Sollazzi

Pavia, 21/02/2005 (2706)

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