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Pagina inziale » Oggi si parla di... » Articolo n. 2615 del 27 gennaio 2005 (2115) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
Patente a punti: luci ed ombre dopo la decisione della Consulta
Patente a punti: luci ed ombre dopo la decisione della Consulta

La Corte Costituzionale è intervenuta ancora una volta sull'articolato di legge della patente a punti cassando il secondo comma dell'articolo 126 bis del codice della strada.

La decisione era nell'aria da tempo dopo i numerosi rinvii alla Consulta da parte di vari Giudici di Pace che consideravano illegittima la norma che toglieva i punti al proprietario del veicolo in caso di mancata identificazione dell'effettivo trasgressore.

Si tratta di una decisione inoppugnabile e logica basata sul principio costituzionale della ragionevolezza contro una norma punitiva ( definita dalla stessa Corte "una sanzione assolutamente sui generis") che veniva applicata nei confronti di un soggetto - il proprietario del veicolo - che poteva anche non essere il trasgressore effettivo.

Da oggi quindi, a seguito dell'avvenuta pubblicazione in G.U. della sentenza, il codice della strada perde una norma deterrente che ha dato filo da torcere a migliaia di automobilisti e contro la quale c'era un malessere diffuso.
E' ovvio che la sentenza così concepita non può che essere condivisa ed il nostro plauso è certo forte.

Il problema è ora la gestione di ciò che rimane delle norme della patente a punti pensate ed approvate in una strategia globale che aveva un suo senso al di là della condivisione delle singole norme. Le ombre quindi riguardano questo aspetto qualora il legislatore lasciasse l'impianto legislativo cosi comè risulta dopo l'intervento della Cansulta.

La sentenza ha un risvolto piuttosto dubbio perche elimina ogni e qualsiasi differenza tra la persona fisica e quella giuridica ed introduce l'obbligo per tutti di comunicare, entro 30 giorni dalla notifica della contravvenzione, chi era alla guida del veicolo al momento della infrazione sotto pena di una ulteriore contravvenzione variabile da un minimo di 357 a 1.300 euro.

Da una parte quindi è eliminata la decurtazione automatica dei punti al proprietario ma dall'altra se il proprietario non comunica chi guidava, con tanto di numero di patente, si vedrà attribuire un supplemento di contravvenzione di almeno 357 euro che in vecchie lire corrispondono a ben 691.000. Una contravvenzione per supero di limite di velocità di 12 Km, in questo frangente, costerebbe al proprietario, che decide di non comunicare il nome e il numero di patente di chi guidava, 501,00 euro pari a circa un milione di vecchie lire.
Così messo sembrerebbe che ci sia uno scambio tra soldi e punti e che sia stato introdotto un obbligo di "delazione" subordinato ad una forte multa in caso di mancata comunicazione.

Pensando alla situazione pavese siamo convinti che la sentenza sia un "toccasano" per i nostri Comuni che vedranno un'opportunità per incrementare i propri incassi a scapito degli automobilisti.

Chiediamo quindi al Governo e al Parlamento un opportuno intervento legislativo che ristabilisca un equilibrio nella materia.

 
 Informazioni 
 
 
Pavia, 27/01/2005 (2615)

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