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Pagina inziale » Ambiente » Articolo n. 256 del 12 ottobre 2000 (2175) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
Prevedere le alluvioni
Prevedere le alluvioni

"Mi fa male una gamba... domani pioverà!". Proprio sulla base del fenomeno che spiega le "previsioni reumatiche" fatte dai nostri nonni, la Nasa ha elaborato un sistema che consentirà previsioni meteorologiche con l'anticipo di un mese e mezzo.

La meteorologia moderna lavora ormai su modelli matematici: monitorando i dati, elaborando statistiche e valutando il quadro meteorologico passato si può prevedere l'evento futuro con precisione e anticipo. "Quest'ultima è stata un'alluvione eccezionale - conferma Ermanno Ramaioli, esperto agrometeorologo pavese - ma relativamente prevedibile in effetti. Eventi di questo tipo si presentano con una certa ripetitività; non era possibile stabilirne con precisione l'entità ma la straordinarietà del fenomeno era nell'aria".

"Le precipitazioni degli scorsi giorni - continua l'esperto - hanno avuto infatti caratteri veramente eccezionali. Nel pavese si sono avuti 220 mm d'acqua nelle 72 ore che, rapportati ai 740-800 millimetri annui, corrispondono a più di un quarto della precipitazione media annua!". Un fenomeno meteorologico "non arginabile" (è il caso di dirlo) ma che, se previsto con il dovuto anticipo, avrebbe potuto mettere in allarme per tempo la popolazione.

Tra un anno, il sistema elaborato dalla Nasa sarà a disposizione dell'Organizzazione Mondiale per la Meteorologia che, via internet riceverà i dati dai due principali calcolatori dell'emisfero Nord situati a Washington e Reeding (vicino Londra) e da questi li invierà a tutti gli stati che avranno adottato il sistema; Italia inclusa se, come auspica Ermanno Ramaioli, l'Aeronautica Militare italiana deciderà di investire in questa direzione.

Il sistema si basa sullo studio dell'interferenza delle radiazioni ionizzanti emesse dalle macchie solari ed il campo magnetico terrestre: le radiazioni ionizzanti influiscono sulla circolazione delle masse d'aria e precedono la perturbazione... rilevando queste si rileva automaticamente anche la perturbazione.

Il fenomeno viene avvertito anche dall'uomo ed è quello che spiega l'aumento degli infarti prima delle grandi perturbazioni; lo stesso per cui noi, respirando l'aria ionizzata, avvertiamo quelle interferenze fisiologiche che ci causano quei doloretti preannuncianti il maltempo. Il corpo umano lo può fare con un giorno d'anticipo, le moderne strumentazioni della Nasa offrono decisamente di più...

 
 Informazioni 
 

Sara Pezzati

Pavia, 12/10/2000 (256)

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