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Pagina inziale » Tavola » Articolo n. 2530 del 23 dicembre 2004 (1890) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
E' di nuovo Natale...
E' di nuovo Natale...

Il Natale è la festa dedicata soprattutto alla famiglia è, forse, la più importante dell'anno per tutto ciò che porta: l'albero di Natale con le sue decorazioni, il presepe, l'attesa dei bambini per l'arrivo di Babbo Natale, la corsa frenetica ai regali.
Poi, magicamente, ci si ritrova al 25 dicembre, circondati dai propri cari... pronti ad affrontare il convivio natalizio ricco di leccornie e tradizioni!

Sono molte le curiosità legate ai cibi, come, per esempio, quella di indiretta matrice religiosa, di evitare di mangiare mele il giorno di Natale, in quanto ricordano il pomo della discordia.

Oppure il "gioco delle noci": nelle zone di campagna si prendevano dodici noci che simboleggiavano i dodici mesi dell'anno, si adagiavano in ordine in una madia e di coprivano di sale. Il giorno dopo, a seconda dell'umidità o meno delle noci, si pronosticava se il mese associato sarebbe stato piovoso o secco.

Il pranzo di Natale, era dedicato in origine alle cerimonie propiziatorie dell'arrivo del nuovo anno, dove il pane e la carne rappresentavano l'abbondanza, oltre a rappresentare il binomio eucaristico.

Il pane, simbolo di vita eterna e di fertilità della terra, a Natale era speciale: più ricco (pani con spezie, uvette), alto (come per il panettone), grande, le massaie lo preparavano con cura e cercavano di impreziosirlo con quello che potevano. Bethleme, in ebraico, significa "casa del pane".
Ma non manca mai un fumante piatto di tortellini di carne in brodo, un farcito cappone o un qualsiasi piatto a base di carne (ogni regione ha il suo), anche qui il significato di abbondanza e ricchezza è chiaro.

Infine i dolci: a loro il compito di propiziare un "dolce" nuovo anno, non a caso anticamente "l'offerta dolce" era il miele...

 
 Informazioni 
 

La Redazione

Pavia, 23/12/2004 (2530)

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