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Pagina inziale » Università » Articolo n. 2501 del 13 dicembre 2004 (2012) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
Forest Medicine
Forest Medicine

Martedì sera, al Collegio Santa Caterina di Pavia, si terrà la presentazione del progetto "Forest Medicine - Campagna di sensibilizzazione alle problematiche dello sviluppo nell'ambito della salute e dell'ambiente", realizzata dal COE (Centro Orientamento Educativo) - riconosciuto organismo idoneo alla cooperazione con i paesi in via di sviluppo -, con il contributo finanziario della Comunità Europea e con la collaborazione dell'associazione culturale e bottega del mondo C.A.F.E. ("Costruire Adesso un Futuro Equo") di Pavia.
A presentare il progetto, cui seguirà la proiezione del video "India" alla scoperta della medicine tradizionali indiane Ayurveda e Siddha, interverranno Luca Cozzi - coordinatore del progetto e Urmila Chakraborty - esperta di medicina indiana.

Che senso ha avviare una campagna di educazione rivolta al pubblico pavese su un argomento come quello delle medicine tradizionali?
Nell'immaginario comune solo il termine evoca pratiche e riti oscuri, provenienti da qualche landa dell'Africa Tropicale o dalle profondità della Foresta Amazzonica ai margini dello sviluppo dell'umanità. Ma i dati, nudi e impressionanti, capovolgono radicalmente le nostre certezze: oltre l'80% dell'umanità, in Africa, America Latina e Asia, basa le proprie aspettative di salute sulle medicine tradizionali.

In ogni moderna farmacia, è sotto gli occhi di tutti, il 25% dei farmaci disponibili sugli scaffali derivano da piante medicinali utilizzate dalle medicine tradizionali e, tra questi, anche alcuni dei recenti successi della ricerca farmacologica.
La maggior parte delle piante medicinali utilizzate per elaborare nuovi farmaci sono proprio quelle del sud del mondo, impiegate da secoli nelle savane africane, nelle foreste latino americane e nelle steppe asiatiche e senza di esse la medicina oggi sarebbe probabilmente priva di antimalarici, di curarici per interventi chirurgici o di farmaci contro l'ipertrofia della prostata. Tutti i più recenti farmaci per la cura dell'Alzheimer, una delle più drammatiche malattie moderne, derivano da piante medicinali usate da millenni. Il Ginkgo biloba, una pianta antichissima, salvata dall'estinzione dai monaci taoisti e buddisti, è diventato il principale rimedio terapeutico prescritto dai medici in Germania.
Da tutto ciò emerge chiaramente che le medicine tradizionali non sono "fossili viventi", ma che al contrario, siano al centro di alcuni tra i più importanti di battiti internazionali: la ricerca farmaceutica e l'accesso al materiale biologico, i diritti di proprietà intellettuale, l'effetto placebo e l'importanza del contesto terapeutico...

In futuro le ricerche sui prodotti naturali rivestiranno un ruolo sempre maggiore, i Paesi del Sud del mondo si stanno coalizzando per garantire un riconoscimento dei loro diritti. Spesso, infatti, le industrie farmaceutiche fanno tesoro delle informazioni che i guaritori tradizionali si tramandano da millenni. Se dieci anni fa queste rivendicazioni provenivano da sparuti gruppi ambientalisti ed indigenisti, oggi monopolizzano le riunioni dell'Organizzazione Mondiale della Sanità e dell'ONU.

Sciamani con la ventiquattr'ore e agguerriti leader politici indigeni organizzando manifestazioni davanti alle sedi delle multinazionali farmaceutiche. E' evidente che l'archetipo dello stregone analfabeta dell'immaginario comune dovrà lasciare il posto a quello di guaritori specialisti in pericoloso equilibrio fra tradizione e rivendicazione politica, tra rispetto della cultura degli antenati e logica del businessman.

Tutto questo porta a considerare le medicine tradizionali non come ataviche superstizioni sopravvissute all'avanzare del progresso scientifico, ma come preziose opportunità per migliorare la qualità e l'efficienza delle opzioni terapeutiche della medicina moderna.

 
 Informazioni 
Dove: Collegio Santa Caterina
Vicolo San Martino 17/ A - Pavia
Quando: 14 dicembre 2004, alle ore 21.00

Per informazioni:
Bottega del Mondo C.A.F.E.
Tel.: 0382/21849
 
 
Pavia, 13/12/2004 (2501)

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