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Pagina inziale » Oggi si parla di... » Articolo n. 242 del 13 gennaio 2003 (1586) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
Previsioni per il 2003
Previsioni per il 2003

Era inevitabile che prima o dopo la polemica sui prezzi dovesse scoppiare in modo così turbolento. L'andamento delle dinamiche relative, nell'anno appena trascorso, è stato del resto evidente e quello che è successo ha dimostrato che la situazione in materia di prezzi e tariffe era completamente fuori controllo.

L'introduzione dell'euro ha purtroppo consentito lo scatenarsi di rincorse all'aumento che sono state precedute , già a dicembre del 2001, da un incremento sostanziale delle tariffe pubbliche (parcheggi, bus, servizi cimiteriali,treni, TARSU, canoni vari ecc.).

Gli eurofurbi hanno poi compiuto l'opera dando il via ad una catena di rincari ed aumenti che hanno pesato sulla spesa quotidiana delle famiglie e sul suo modo di vivere , ed è opportuno non dimenticare che il parcheggio, l'autobus e i vari canoni non sono una componente secondaria ed eludibile dei costi necessari per una normale esistenza.

I rincari delle tariffe e dei servizi pubblici incidono sempre sul costo reale della vita e i prezzi automaticamente, magari con temporalità diverse, ne riportano una conseguenza nefasta senza possibilità di difesa alcuna per un normale consumatore.

A nulla sono valsi i messaggi tranquillizzanti delle nostre autorità che per un lungo tempo hanno sottovalutato la situazione e smentito, alcune volte duramente, chi timidamente sosteneva che i prezzi erano in salita e , per alcuni versi, anche fuori controllo. Persino l'ISTAT non è stata creduta dagli Italiani ed effettivamente le sue rilevazioni hanno mostrato numerosi limiti e fatto a pugni con la borsa della spesa ed apparse un po' addomesticate .

Viviamo in uno strano paese in cui vige la libertà di opinione e di parola ma in cui le opinioni contrarie alla linea di governo ( era così anche con quello precedente) sono subito intese come formali opposizioni da stroncare o, quando non è possibile farlo, da ridurre ai minimi termini. E' sostanzialmente quello che è accaduto nei confronti delle associazioni dei consumatori che si sono permesse di contestare le affermazioni fatte dai Ministri, Sottosegretari e potentati vari che per lunghi mesi hanno sottovalutato e smentito dinamiche e gli aumenti che invece erano sotto gli occhi di tutti.

Considerato che i rincari si sono formati in un tratto specifico della catena - gli indici dei settori agricoli e della produzione sono rimasti sostanzialmente stabili - era invece possibile e doveroso intervenire con provvedimenti adatti a calmierare, pur senza sconvolgere le regole del libero mercato, anziché sprecare tempo in dichiarazioni tese a stroncare chi faceva emergere la realtà.

La verità è ora sotto gli occhi di tutti: la dinamica dei prezzi nel 2002 ha caricato sulle famiglie Italiane una spesa aggiuntiva di 800,00 € pro capite, rispetto all'anno precedente; questa cifra non è stata compensata da un aumento dei salari, che hanno avuto una crescita (dati ufficiali) nettamente inferiore all'inflazione, e pesa come un macigno sulle famiglie dei pensionati che non sono stati affatto protetti.
Ciò significa che gli Italiani sono diventati più poveri e che l'introduzione dell'euro, non accompagnata da un rigido sistema di controllo, ha alleggerito le tasche dei consumatori che hanno dovuto pagarne gli effetti, i costi dei cambiamenti e tutte le conseguenze.

Non intendo qui addentrarmi nelle percentuali e discutere i vari modelli di rilevazione - Federconsumatori a Pavia e in provincia rileva mensilmente i prezzi di cinquecento prodotti e pubblica mensilmente una nota economica disponibile su internet - ma più semplicemente intendo provare a prefigurare lo scenario di spesa per le famiglie nel 2003, traendo argomento dai dati ufficiali.

I dati sono questi:

  • La perdita pro capite annua per famiglia è stata di 800,00 € a cui si aggiunge una ulteriore previsione aggiuntiva di circa 180,00 € dovuta agli aumenti tariffari già preannunciati ( gas, elettricità, autostrade, TV, servizi bancari ecc.ecc.)
  • Il trascinamento di inflazione che il 2002 lascia in eredità al 2003 è stimato nell'1,1%;
  • L'inflazione possibile a fine 2003, nel migliore dei casi, si attesterà al 2,2-3%;
  • Il recupero per diminuzione della tassazione sui redditi ( fino a 25.000,00 annui) dovute alle modifiche della finanziaria recentemente approvata è di circa 100,00€ annuo.

Ciò significa che nel 2003 le famiglie Italiane spenderanno circa 1.200,00 € in più per mantenere lo stesso tenore di vita del 2001.

E' ancora quindi più urgente intervenire a tutti i livelli con provvedimenti specifici, atti di moderazione, controllo del commercio per mettere al riparo il potere d'acquisto degli Italiani e disinnestare la mina dei prezzi fai da te che non fanno bene ai consumatori ma nemmeno a chi li impone perché generano un calo di consumi.

 
 Informazioni 
 

Mario Spadini

Pavia, 13/01/2003 (242)

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