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Pagina inziale » Ambiente » Articolo n. 2235 del 20 settembre 2004 (2025) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
Sulle tracce di San Bernardino
Uno scorcio nella zona del Passo

Gli amici del GEA di nuovo in Svizzera, per un itinerario che si snoda tra le montagne del Canton Grigioni, "sulle tracce di San Bernardino".

La strada del S. Bernardino collega Bellinzona, capoluogo del Ticino, a Coira, capoluogo dei Grigioni.
Già praticata nel medioevo, questa via cominciò ad essere percorsa con maggiore regolarità intorno alla metà del 1400 e poi intensamente sfruttata per i commerci nei secoli XVI e XVII. Assunse in particolare una notevole importanza politica dopo il Congresso di Vienna che, nel 1815, mutò i confini tra gli stati nelle Alpi centrali. La via del S. Bernardino infatti, permetteva di aggirare le dogane austriache poste sulla nuova strada dello Spluga costruita per volontà del governo asburgico. Il canton Grigioni, a cavallo tra il secondo e il terzo decennio del 1800, rese quindi carrozzabile la strada del S. Bernardino, l'unica che permettesse di raggiungere gli Stati piemontesi rimanendo in territorio elvetico.

Percorrendo a piedi il passo, oltre alla bellezza naturalistica della zona, si può così cogliere il fascino storico dei vari tracciati succedutisi nel tempo.

L'escursione di domenica prossima prenderà il via dall'abitato di San Bernardino (1608 metri)e vedrà i partecipanti salire verso il Passo, incontrando prima il laghetto di Moesola, con i suoi tre isolotti, immerso in un suggestivo scenario montano, poi l'Ospizio.

Oggi rifugio dei viandanti nei giorni di maltempo, l'Ospizio, ospitava in origine, cioè nel 1825, i "rottieri", coloro che si occupavano dello sgombero della neve.
Una curiosità: le due finestre murate visibili al primo piano, costituivano gli accessi nei mesi invernali, quando la neve era alta diversi metri.

Si arriva poi al Passo (m 2065), un ambiente, se possibile, ancor più suggestivo, caratterizzato da torbiere o laghetti, dove trovano posto carici, brughi e sfagni.

La mulattiera più antica, che costituirà la via del ritorno, si snoda sotto falde del Pizzo Uccello e dei sui ghiacciai. Da qui pare derivi l'antico nome di Monte Uccello per indicare il San Bernardino.
Calpestando diversi tipi di selciato, dall'"accoltellato", con pietre fissate di taglio, profondamente incassate nel terreno, al "basolato", con pietre sistemate di piatto - indicati rispettivamente per tratti in forte pendenza e piani con terreni molli -, si scende a Gareida Sora, poi al Pian del Franch e quindi di nuovo al villaggio di San Bernardino.

 
 Informazioni 
Dove: ritrovo al Piazzale della Stazione FS di Pavia
Quando: domenica 26 settmbre 2004, ore 6.45

Per informazioni:
Tel.: 338/4746754 (Giuseppe Pireddu, Presidente del GEA)
 

La Redazione

Pavia, 20/09/2004 (2235)

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