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Pagina inziale » Cultura » Articolo n. 2200 del 9 settembre 2004 (1687) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
Origini
Una delle opere in mostra

"Raku" è un termine giapponese che significa "gioire il giorno", essere in armonia con le cose e con gli uomini.

La ceramica Raku rappresenta il principale mezzo d'espressione di Elena Sanjust perché, come spiega l'artista stessa, "la sua filosofia faceva già in qualche modo parte di me: la materia non viene dominata ma partecipa attivamente alla creazione, che avviene con un'azione continuamente in bilico tra meditazione e azione, anima e corpo".

La ceramica Raku nasce per mano di Chojiro, ceramista giapponese del XVI sec., ed è legata alla produzione di ciotole per la cerimonia del tè. Nella tradizione Raku la ciotola è sempre eseguita a mano; la semplicità delle forme e della decorazione è strettamente legata alla filosofia Zen.
Con la diffusione del Raku nel mondo occidentale la tecnica ha subito profonde trasformazioni.

Una volta modellato il pezzo viene sottoposto ad una prima cottura. Sul biscotto viene applicato il rivestimento ed il pezzo viene portato in temperatura affinché smalti o cristalline arrivino a fusione.
In seguito i manufatti vengono estratti ancora incandescenti e adagiati in recipienti contenenti materiale infiammabile e ricco di carbonio, che innesca un'immediata combustione. Il rivestimento del pezzo risente del forte sbalzo termico, e comincia a formare caratteristiche crepe sulla superficie (craquelé).

A questo punto si interviene chiudendo ermeticamente il recipiente, generando così all'interno un'atmosfera riducente: il fumo creatosi andrà a ricoprire il manufatto interagendo con gli elementi chimici del rivestimento e dell'impasto ceramico. E' proprio da questa interazione che scaturiscono gli effetti ed i lustri metallici tipici del Raku.

Il ceramista interviene di volta in volta modificando la composizione chimica dei rivestimenti, i tempi di cottura e di riduzione, il momento in cui il processo di riduzione viene interrotto con l'immersione in acqua fredda, ottenendo così risultati sempre nuovi.
La particolarità di questa tecnica consente ad ogni pezzo realizzato di essere unico nella forma e nei colori e quindi irripetibile.

"Giocare con i quattro elementi - Elena Sanjust, che in questo periodo sta esponendo le sue opere a Varzi - mi permette di fare uscire il mio mondo interiore in modo istintivo, ma senza tralasciare la ricerca sull'uso del colore e dei processi chimici coinvolti. In questo modo nascono una serie di pannelli ispirati alla mia terra d'origine, la Sardegna".

 
 Informazioni 
Origini

Dove: Al '16' di Piazza Fiera, 16 - Varzi (PV)
Quando: fino al 30 settembre 2004

Per informazioni:
Tel.: 0383/52334 oppure 333/8394455
 
 
Pavia, 09/09/2004 (2200)

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