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Pagina inziale » Musica » Articolo n. 2171 del 1 settembre 2004 (1728) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
Concerti d'agosto - 1^ Parte
Concerti d'agosto - 1^ Parte

Mentre Voi eravate in Ferie, io me ne andavo in giro per la provincia (e qualche volta anche fuori dal nostro territorio) ad ascoltare concerti. Mi sono così ritrovato con una mole di materiale non indifferente su cui riferirvi.

Ho cercato quindi di riassumere tutto in un'unica recensione.

Cominciamo dal primo concerto, quello di Domenica 1° Agosto: alle ore 21.30, nel Castello di Oramala (PV), si è esibita per la prima volta la Sacher Band, con un gruppo di musicisti formato da Alessandro Balladore alla chitarra, Giacomo Lampugnani al contrabbasso, Stefano Resca alla batteria e Mario Zara al pianoforte, sotto il nome "globale" di Sacher Project.

Trovarsi dei musicisti "in carne ed ossa" che suonano al posto delle basi musicali a cui i Sacher erano abituati ha dato loro una nuova carica, una gamma di nuove emozioni che sono state immediatamente trasmesse al pubblico.

Ascoltandoli, ci si rende subito conto di un fatto: le basi musicali abbinate alla loro perfezione vocale rendevano le esecuzioni, a volte, quasi finte; così, non lasciano dubbio alcuno: sono veramente bravissimi.

Sabato 4 Settembre saranno in Piazza della Vittoria per la Festa del Ticino, ancora una volta con le basi, però, perché alcuni dei musicisti che li accompagnano sono impegnati altrove.

Il 12-13 Agosto presso l'ex Villa Locatelli al Passo del Penice, si è tenuto l'appuntamento conclusivo della rassegna musicale internazionale "Suoni dell'altro mondo", evento organizzato dalla Società dell'Accademia di Voghera.

Il passo del Penice è un punto di incrocio di province, un'area appenninica che sta tra il mare e la pianura padana, connotata da uno scambio plurisecolare di conoscenze, informazioni, persone e cose. La musica di quest¹area è parte determinante di una tradizione complessa, che da sola può tracciare la mappa geografica delle 4 province.

E proprio in questo luogo profondamente radicato nella storia del nostro territorio, si sono incontrati per due giorni Cina, Giappone, Africa, Belgio, Francia, l¹Italia e le 4 province.

Realtà diverse, geograficamente lontane, accomunate e avvicinate dalla musica.

Guo Yue

Attilio "Tilion" Rocca, Daniele Scurati, Ettore "Bani" Losini, Marco Domenichetti, Piercarlo Cardinali, Stefano Valla, Cesare Campanini, Daniele Bicego hanno incontrato Guo Yue, Joji Hirota, Ayub Ogada, Johannes Legwabe, Aldo De Scalzi, Giovanni Amighetti, Yuval Avital e Giovanni Sarani.Di particolare rilievo l'accoppiata Guo Yue e Joji Hirota.

Molto conosciuto al pubblico che ama la world music anche Ayub Ogada, musicista keniota ed artista di punta della Real World. La sua è una musica tradizionale, accompagnata dalla nyatiti, piccola lira luo a sei o otto corde.

Per due giorni tutti i musicisti hanno vissuto insieme in questo posto affascinante affidato alle cure dell'associacione Adolescere (tanto meritoria quanto efficiente).

La musica si è dimostrata, ancora una volta, un collante incredibile ed un insostituibile linguaggio comune universale.

Sono rimasto là con loro, insieme ad altri ospiti (Enzo Gentile, Giorgio Boatti…), per le due giornate intere, assistendo alle prove, agli incontri, agli scherzi, alle discussioni, alla nascita di brani che trovavano la loro evoluzione durante lo scorrere degli eventi.

Chi c'è stato, chi ha perlomeno assistito ai due concerti serali, ha vissuto un'esperienza incredibile ed unica (anche se spero che possa ripetersi l'anno prossimo).

Musicisti di fama internazionale che si mischiavano a musicisti quasi amatoriali, riuscendo a creare un amalgama unico.

Ayub Ogada

Sul palco si poteva trovare Ogada e Yue insieme ad un ragazzino (di cui non mi ricordo il nome) che suonava il basso; il chitarrista israeliano Avital e Aldo De Scalzi (persona incredibilmente amabile e musicista raffinato) e Giovanni Sarani che, essendo presente in veste di assistente artistico e avendo confessato di essere anche musicista, è stato trascinato sul palco e coinvolto in almeno quattro esibizioni.

Un vero "melting pot" di musiche, culture ed esperienze. Un grande evento.

Peccato per chi non c'era!

 
 Informazioni 
 

Furio Sollazzi

Pavia, 01/09/2004 (2171)

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