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Pagina inziale » Spettacoli » Articolo n. 1998 del 11 giugno 2004 (1668) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
''In Viaggio'' con IFFI 2004
''In Viaggio'' con IFFI 2004

51 film da 31 paesi, nessun tappeto rosso come a Cannes, Locarno, Berlino ma un ''tappeto volante'' per trasportare mille spettatori nelle incantate anche se poverissime regioni del Senegal in Africa, del Kerala in India, del Norte in Brasile.

Terzo giorno di rassegna e ancora almeno un paio di sorprese da segnalare: la prima è Edi di Piotr Trzaskalski, Polonia 2002.
La tranquillla supeficie di un lago apre estetizzante il film. Poi comincia a piovere. Dissolvenze e carrelli in plongee mostrano una straniante inclinazione verticale su due ragazzini che si tuffano da un pontile.
Poi la pellicola in trentacinque mm diventa un video sgranatissimo, il lago, una strada statale molto trafficata, e c'è pure un taglio nell' asfalto (l'equilibrio di una vita si è rotto?): due barboni spingono faticosamente un carretto sgangherato per venderne il contenuto come ferro vecchio, il prezzo di qualche bevuta nel bar piu´ pezzente della città.

Edi ha una certa cultura, ama i libri, non manca di sensibilitá, ma qualcosa dentro di lui, tempo fa, si è rotto.
Vive con Jurek, più giovane di lui e ritardato, per il quale Edi è una specie di guida.
Due piccoli e rozzi boss di quartiere lo chiamano per impartire lezioni alla sorellina, che non va tanto bene a scuola: deve prendere il diploma cosí i due buzzurri potranno avere la licenza per vendere legalmente, ció che ammanniscono, per ora illegalmente, alla suburbia dei poveri viziosi di queste periferie.
Lei, bellissima, rimarrá in cinta. Edi dovrá vedersela coi nostri due fratellini...

Film a colori estetizzante in pellicola e, ancora a colori, sgranatissimo, in video.
Sempre molto cinematografico peró: niente macchina a mano, sempre carrelli e panoramiche, sia in video che in pellicola, studiate al millimetro.
Non c'è DOGMA in polonia!
Una storia teatrale e vera, cristologica in un certo senso, che lascia il segno nello spettatore. Questo é cinema!

Poi due parole sull´africano Madame Brouette di Moussa Sene Absa, Canada, Senegal, Francia 2002.
Il regista é presente in sala. Un nero dal portamento nobile. Vestito tradizionalmente e con un bellissimo bastone rituale da passeggio.
Dice due parole prima del film: una storia alla quale lui tiene molto. Che ha a che fare con la sua infanzia, essendo lui stesso stato allevato da quattro donne: una madre e tre bellissime zie.

Madame Brouette é proprio il riflesso di una di queste.
Si sposa sedicenne ed ha una figlia. Poi divorzia a 21 anni, si risposa, ma é ancora la volta sbagliata. A ventisei il terzo matrimonio, che però va in fumo. Il promesso sposo dopo averla illusa fugge in Gambia, proprio la vigilia delle nozze: "Che cosa gli faresti zia, se adesso te lo trovassi davanti?" "I´ll kill him!" Ed il film racconta proprio questo originale Kill Bill alla senegalese. Ottima luce, belli i costumi, recitazione teatrale e sopra le righe, ma lo spettacolo c'è. E si vede.

Forse un po´ troppo anche... Madame Brouette é scaltro come progetto, alla ricerca del "suo pubblico", di buoni borghesi, che si sentono meglio perché "vedono anche un film africano" e non escono neppure annoiati...

Ma che volete che vi dica... Chi é senza peccato...

 
 Informazioni 
Leggi gli altri articoli sul IFFI 2004:

 

Roberto Figazzolo

Pavia, 11/06/2004 (1998)

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