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Pagina inziale » Musica » Articolo n. 1931 del 21 maggio 2004 (2023) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
A lezione da un mito
A lezione da un mito

Ian Paice al Boscaccio? Cosa ci fa il mitico batterista dei Deep Purple qui a Pavia? E ' una domanda che mi sono posto quando ho letto la locandina del concerto/seminario che Ian Paice avrebbe tenuto giovedì 20 maggio al Boscaccio a Bereguardo (PV).

Parecchi dubbi sorgevano legittimi nella mia mente che cercava una soluzione logica. A quel punto non mi rimaneva che fare una cosa: andare a chiederglielo. Ed è quello che ho fatto.

Ad organizzare seminario e concerto erano Paolo Scuri e sua moglie (i gestori del Roadhouse Pub di Mirabello) che conosco da anni e così, grazie a questa amicizia, mi sono infilato in camerino mentre Ian si stava cambiando (come testimonia la foto). Ho trovato una persona semplice, un musicista sincero che, senza problemi, ha dichiarato di essere lì per divertirsi.

In camerino

In questo momento ha una pausa di un mese nella tournè mondiale che sta svolgendo con i Deep Purple; per lui, restare senza toccare la batteria per un mese intero è impensabile, così ha deciso di tornare in Italia (di cui ama la gente, il cibo, il vino) per suonare con il gruppo del suo manager (il batterista dei 60/70, l'ex-band di Andrea Braido), ottimi musicisti ed amici.

"Non ho certo bisogno di fare questo per vivere - mi ha confessato sorridendo divertito - lo faccio solo perché mi piace, mi diverto e riesco ad avere un contatto ravvicinato con il mio pubblico, cosa che nelle grandi tournè è inimmaginabile".

E così è stato: ce lo siamo rotrovato lì, praticamente in mezzo a noi (quel centinaio di persone presenti al seminario del pomeriggio), rilassato e pronto a spiegare la tecnica della batteria, a raccontare anedoti sulla sua vita (tanti ed esilaranti, oltre che interessanti).

Ha risposto alle domande del pubblico (tante, sia a quelle interessanti che a quelle più banali), ha suonato (in modo impareggiabile), ha chiarito il suo modo di suonare e di intendere l'uso della batteria.

Paice con il Manager

Il suo è uno stile semplice, non da virtuoso e privo di quegli aspetti funambolici che caratterizzano alcuni musicisti delle ultume generazioni. "Mi è capitato di ascoltare dei giovani che possiedono una tecnica spaventosa e, a volte, non riesco neanche a capire cosa stiano facendo - ha confessato - ma non mi interessano. Io sono per uno stile più immediato, basato molto sull'improvvisazione del momento. Non mi piace studiare prima le cose: credo nell'ispirazione e nel feeling del musicista. Si può sbagliare o fare delle cose egregie, ma sicuramente tutto è più spontaneo".

E' stato piacevolissimo e spesso ci si dimenticava di avere di fronte un mito del rock, tanto spontanea e rilassata era l'atmosfera che si era creata.

Il concerto serale non sono riuscito a sentirlo (avevo altri impegni, ahimè) ma sono sicuro che è stato un uragano di buon sano vecchio Rock.

 
 Informazioni 
 

Furio Sollazzi

Pavia, 21/05/2004 (1931)

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