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Pagina inziale » Università » Articolo n. 1930 del 20 maggio 2004 (1693) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
Incontro con David Grossman
La copertina dell'ultimo libro

L'incontro, fissato per lunedì 31 al Collegio Nuovo di Pavia, sarà condotto dal professor Cesare Segre, con la partecipazione di Alessandra Shomroni, traduttrice in italiano delle opere più recenti di David Grossman.

Al centro della serata ci saranno l'opera letteraria dello scrittore israeliano, con il recente Col corpo capisco (2003), una riflessione sulla lingua ebraica e anche sul difficile processo di pace in Israele, un tema che lo vede particolarmente impegnato. Nel corso di questi anni, infatti, David Grossman ha raccontato sulle pagine dei più importanti quotidiani europei e americani la tragedia di due popoli ormai abituati a convivere con la morte e con uno stato di conflitto profondamente radicato nella vita quotidiana. A questi temi e alla pace come unica soluzione dei conflitti ha dedicato il recente volume di saggi La Guerra che non si può vincere (2003): un invito accorato al dialogo, all'incontro, al riconoscimento del diritto dell'altro.

David Grossman, insieme ad Amos Oz e Abraham Yehoshua fa parte di quel gruppo di autori israeliani che negli ultimi anni si è fatto conoscere presso un pubblico internazionale. E' nato a Gerusalemme, dove vive e dove ha studiato Filosofia e Teatro alla Hebrew University. Ha iniziato a lavorare alla Israel Radio come corrispondente per programmi per bambini. Alla letteratura per l'infanzia e ai bambini ha dedicato più di uno scritto. Ma è soprattutto il mondo dei sentimenti umani e delle passioni a interessarlo. Amore, ingiustizia e angoscia sono al centro dei suoi romanzi e dei racconti lunghi; ingiustizia analizzata come condizione socio politica, ma anche come ossessione psicologica, espressa in una prosa immaginifica e strutturalmente complessa.

Il suo romanzo più celebre, Vedi alla voce: amore (1998) propone una riflessione corale sull'angoscia di un intero popolo sopravvissuto alla Shoah; nelle opere più recenti, invece, da Che tu sia per me il coltello al recente Col corpo capisco la sofferenza dei personaggi viene da un dolore privato, apparentemente slegato dalla contingenza storica e si esprime nella passione amorosa.

Da sempre schierato sul fronte del dialogo e della pace, Grossman affianca ai romanzi numerosi articoli e saggi di argomento politico. Sulle ragioni della sua scrittura ha dichiarato: "Scrivo storie d'amore perché sono così afflitto dalla realtà caotica che mi circonda da avere bisogno di crearmi attorno un mondo di affetti. E' il mio modo di astrarmi dalla follia e dalla guerra. Scrivere diventa un rifugio dalla violenza e dalla morte che entra in ogni momento della mia vita. Sento il bisogno di parlare di quello che ci è stato tolto: la normalità, il senso della vita, i sentimenti. Le mie invenzioni diventano la mia realtà. Sono nello stesso tempo ebreo e palestinese, cane e bambino. Assumo tante identità senza mai rinunciare alla mia. In questi anni non ho scritto solo romanzi: ho preso parte a discussioni politiche, ho pubblicato articoli e saggi. Ma ho sempre saputo che le cose più importanti erano quelle che avevano a che fare con la parte più profonda di noi, con l'essenza della vita."

 
 Informazioni 
Dove: Collegio Nuovo, via Abbiategrasso 404 - Pavia
Quando: lunedì 31 maggio 2004, alle ore 21.00

Per informazioni:
Segreteria Collegio Nuovo
Via Abbiategrasso 404 - Pavia
Tel.: 0382/547337
E-mail: relest.collegionuovo@unipv.it
 
 
Pavia, 20/05/2004 (1930)

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