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Pagina inziale » Università » Articolo n. 1850 del 21 aprile 2004 (1729) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
Un uomo così
La copertina del libro

In occasione della pubblicazione di "Un uomo cosí" (Rizzoli) il Collegio Nuovo di Pavia propone un'incontro con l'autrice Agnese Moro, condotto da Franco Rositi, Sociologo dell'Università di Pavia e direttore della Scuola Universitaria Superiore.

Agnese Moro è sociopsicologa, vicepresidente del Gruppo CERFE - un coordinamento di enti di ricerca sociale non profit - e presidente dell'ASDO, l'Assemblea delle donne per lo sviluppo e la lotta all'esclusione sociale.
Al centro dei suoi interessi sociali c'è da sempre il tema delle diseguaglianze. Per entrambi gli enti si è infatti occupata di progetti e di analisi di temi quali la globalizzazione e la mondializzazione, la nascita di entità trasnazionali, la crisi degli stati nazionali e dei sistemi di governo, la questione della praticabilità delle politiche di welfare, l'incremento esponenziale dei flussi migratori, i pericoli ambientali, la povertà di massa e l'esclusione sociale.

Agnese Moro è impegnata anche nelle attività dell'Accademia di studi storici Aldo Moro. E proprio al padre, ucciso dalle Brigate Rosse venticinque anni fa, ha dedicato il volume Un uomo così.

Un centinaio di pagine ricche di ricordi personali che presentano Aldo Moro nei suoi panni non ufficiali e non pubblici. C'è poca politica in questo "album di famiglia": qualche viaggio, gli onnipresenti giornali, le preoccupazioni del partito.

Il Moro stratega, l'uomo pubblico contornato dal mito del martirio, è sostituito dal ritratto di un padre ricordato nei momenti quotidiani e domestici. Ai ricordi personali si aggiungono tre lettere scritte da Aldo Moro durante la prigionia e prima della morte: una diretta a Luca, l'unico nipote conosciuto, una alla moglie Noretta e una alla figlia Agnese. Le tre lettere, mai recapitate, sono state ritrovate in fotocopia dagli inquirenti nel covo delle Brigate Rosse, a più di dieci anni dalla morte.
Scrive alla moglie: "Mia dolcissima Noretta, / credo di essere giunto all'estremo delle mie possibilità e di essere sul punto, salvo un miracolo, di chiudere questa mia esperienza umana... Non sembra ci sia via di uscita. Mi resta misterioso, perché è stata scelta questa strada rovinosa, che condanna me e priva di un punto di riferimento e di equilibrio… Ora vorrei abbracciarti tanto e dirti tutta la dolcezza che provo, pur mescolata a cose amarissime, per avere avuto il dono di una vita con te...".

Al bisogno di testimoniare l'amarezza disperata degli ultimi giorni - che richiama alla mente le immagini del film di Marco Bellocchio "Buongiorno notte" uscito quasi in contemporanea con il libro di Agnese Moro - si unisce l'altro intento dell'autrice, quello "di far conoscere ai miei figli qualcosa del loro nonno, che non hanno potuto incontrare in questa vita e che sono abituati a vedere riproposto alla televisione nella terribile fotografia da prigioniero delle Brigate rosse...".

In questo senso le pagine di Agnese Moro sono anche un invito a superare alcuni vincoli ideologici, per rendere giustizia a un uomo. Nella convinzione di poter fornire al lettore una chiave in più per approfondire la figura pubblica di Aldo Moro.

 
 Informazioni 
Dove: Collegio Nuovo, via Abbiategrasso 404 - Pavia
Quando: martedì 28 aprile 2004, alle ore 21.00

Per informazioni:
Segreteria Collegio Nuovo
Via Abbiategrasso 404 - Pavia
Tel.: 0382/547337
E-mail: relest.collegionuovo@unipv.it
 
 
Pavia, 21/04/2004 (1850)

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