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Pagina inziale » Cultura » Articolo n. 1825 del 13 aprile 2004 (3371) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
Paesaggi fantastici
Un quadro di Cei (particolare)

Siamo purtroppo abituati ai deliri architettonici contemporanei, ai progetti di aree prossime ad essere stravolte dall'impeto creativo e lucrativo della speculazione alleata all'architetto di fama.

Il risultato - Milano Bicocca valga come caso esemplare - è un incubo urbano senza verde, senza spazi comunitari, senza una dimensione ragionevole e ragionata.

Per contrasto, i "Paesaggi fantastici" (ma preferirei chiamarle "città ideali") di Cei sono progetti di un sogno, di un'idea. Sono visioni di una fantascienza anti-classica, che riprendono l'idea rinascimentale di una città priva di viventi, perfetta e inanimata. Ma al contrario dei dipinti di Laurana o dei progetti dell'Alberti, tutti controllati dalla ratio mathematica, i quadri di Cei esprimono la libertà e la fantasia di un sognatore ancora bambino.

La fascinazione per i colori, le forme, i materiali e la loro composizione domina su ogni altro criterio.

Sono i progetti di un architetto ludico e spensierato, che ha nel piacere di comporre e creare la ragione essenziale della sua arte.
O forse si tratta - più semplicemente - della rielaborazione onirica e personalissima dei bei paesaggi urbani in cui abbiamo la fortuna di vivere, a Pavia come in tante città-gioiello della provincia italiana.
E Luigi Cei - nella mostra organizzata in collaborazione con la associazione pavese "Amici dell'Arte" - ci ripropone, dopo averli scomposti e reinventati, scorci delle nostre città, sintesi di una lunga storia che si è accumulata e stratificata dal medioevo ad oggi.

 
 Informazioni 
Dove: c/o Libreria Cardano
Via Cardano, 48 - Pavia
Quando: dal 16 al 30 aprile 2004
 

Gianluca Introzzi

Pavia, 13/04/2004 (1825)

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