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Pagina inziale » Musica » Articolo n. 1778 del 29 marzo 2004 (1646) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
Dialoghi chiude in bellezza
Dialoghi chiude in bellezza

Con il concerto di Uri Caine e Paolo Fresu, Sabato 27 Marzo all'Auditorium in San Francesco da Paola (Aula Magna Collegio Ghislieri), si è conclusa la VI^ edizione di rassegna Dialoghi: Jazz per Due, curata da Roberto Valentino per il Settore Cultura del Comune di Pavia.

Direi che la rassegna non poteva concludersi in modo migliore: un grande concerto con due grandi jazzisti ed un pubblico numerosissimo ed entusiasta.

Già alle 19 gruppi di persone stazionavano davanti all'Auditorium in attesa dell'apertura delle porte; alle 20 e 30 la sala era già stracolma.

Paolo Fresu (tromba) e Uri Caine (pianoforte) non si sono fatti attendere e, alle 21 in punto, hanno dato inizio al concerto.

Uri Caine

Informale (negli abiti e negli atteggiamenti) Uri caine ha vissuto il palco non come uno dei pianisti più stimati al mondo, una star da esporre sotto i riflettori, ma come un musicista che si è divertito a suonare per un'ore emezza in compagnia di un amico (Fresu). Il suo stile ha spaziato dal pianismo di Jelly Roll Morton a quello di Monk, dalla ritmica granitura di un Jarret al fluido lirismo classico.

Paolo Fresu

Paolo Fresu, dal canto suo, seduto di sghimbescio su una seggiola, con la tromba ora rivolta al pavimento, ora al cielo, ha dato prova di un eclettismo non comune. Quello che soprattutto colpisce in lui è l'enorme "anima" che rivela nell'intessere melodie e nel trasmettere sensazioni al pubblico che resta incantato ed ammaliato. Se, a sprazzi, ricorda un certo Miles Davis, resta sempre personale e originale nelle scelte armoniche e nell'uso dell'elettronica, dosatissimo e mai invasivo. Anche la tecnica (che possiede in maniera invidiabile) non viene mai "sfoggiata" ma usata in maniera discreta. Il "dialogo" tra i due riesce perfettamente (anche perché rodato dalla tournè in corso) e gli spazi per le improvvisazioni e quelli dei temi "comuni" si incastrano come tasselli di un mosaico.

Pur essendo due "virtuosi" la loro musica non è mai cerebrale o difficile da assimilare. Al contrario: è una musica diretta, da cui bisogna lasciarsi attraversare e possedere come se fosse una nuvola di infinitesimali particelle che ti attraversano e, nel farlo, rilasciano emozioni.

I due passano con disinvoltura da brani di loro composizione a "classiconi" come Check to Check. In uno dei tre Bis miscelano le musiche da Circo con la Marcia Funebre, Eleanor Rigby con Give Peace a Chance; in un altro si fondono Almost Blue e My Funny Valentine.

La gente applaude, è tutta in piedi, ma il concerto è finito e così pure la rassegna: ci si rivede l'anno prossimo.

 
 Informazioni 
 

Furio Sollazzi

Pavia, 29/03/2004 (1778)

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