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Pagina inziale » Oggi si parla di... » Articolo n. 1769 del 22 marzo 2004 (2019) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
Contro l’uso repressivo dell’autovelox
Contro l’uso repressivo dell’autovelox

Le segnalazioni di cittadini, pensionati o automobilisti che si sono visti recapitare a domicilio verbali di contestazione per eccesso di velocità stanno aumentando a dismisura.
Bastano anche pochi chilometri orari in più rispetto ai divieti per far scattare pene pecuniarie onerose e la detrazione di punti sulla patente di guida.

Le postazioni di autovelox e di altri apparecchi consimili stanno aumentando, a queste si aggiungono poi le famigerate installazioni fisse che le Amministrazioni Comunali collocano lungo le strade (o agli incroci semaforici) e lasciano in gestione a società private.

Tutta questa rete di controlli, che dovrebbe essere preventiva di tante tragedie sulla strada, si sta trasformando in una forma unicamente repressiva: una tassazione aggiunta ed iniqua sulla circolazione stradale.

I Comuni devono subito togliere il sospetto che gli introiti di queste multe servano per bilanciare la riduzione dei trasferimenti statali e a rimpinguare le loro finanze, devono conseguentemente dichiarare quanto introitano e quale parte di questi proventi impiegheranno per l'educazione, la dissuasione e la manutenzione delle strade.

Ci sono casi eclatanti, che non possono essere minimamente sottaciuti, tipo quello del Comune di S.Giorgio Lomellina che è riuscito in poco più di 45 giorni ad infliggere 4.500 contravvenzioni per eccesso di velocità che adesso andranno notificate agli automobilisti.
Con due apparecchi fissi (autovelox 104 C-2) il Comune ha accumulato un bottino cospicuo, circa 600.000,00 €, che si incrementa quotidianamente e senza fatica. Basta scaricare al mattino il contenuto dell'apparecchio e notificare le contravvenzioni; alla faccia dei dispositivi del codice della strada. Non servono agenti, non c'è bisogno di contestazione immediata ed è facile incassare.

Ci battiamo da tempo contro questi abusi e siamo convinti che questa non sia la strada giusta. La nostra associazione, con una petizione appena lanciata chiederà:

  • che gli apparecchi di misurazione vengano utilizzati con moderazione, e coerentemente all'unico scopo che ne giustifica l'uso : limitare i pericoli dell'alta velocità nelle ore più pericolose, serali e notturne, lungo tracciati che sono a tutti noti come a rischio di gravi incidenti;
  • che i Comuni si impegnino ad attuare misure di dissuasione, informazione e prevenzione, utilizzando a tale proposito parte degli introiti della contravvenzioni, anche attraverso l'installazione di ammonitori radar;
  • che non prolifichino Velomatic o "rosso stop considerati illegittimi dall'attuale Codice della Strada.

Ci impegnamo inoltre a ricorrere al Ministero dell'Interno contro l'istallazione di apparecchi giudicati illegittimi e ad assistere gli automobilisti nelle procedure di ricorso.

 
 Informazioni 
 

Mario Spadini

Pavia, 22/03/2004 (1769)

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