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Pagina inziale » Musica » Articolo n. 1759 del 19 marzo 2004 (2108) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
Claudio Baglioni: fans in delirio
Claudio Baglioni: fans in delirio

Tre ore filate di concerto non sono da tutti e, prima di dare un giudizio sul concerto del Crescendo Tour, che Claudio Baglioni ha tenuto Mercoledì 17 Marzo a Pavia, è bene distinguere quello che è stato lo spettacolo dalla musica eseguita.

Dal punto di vista spettacolare sono rimasto impressionato e stupito dalla perfetta macchina da show che mi sono trovato davanti.

Un'attrezzatura paurosa, una qualità di suono notevolissima (nonostante l'acustica del Palazzetto non sia certo delle migliori), uno staff tecnico numerosissimo ed estremamente professionale. Tutto scorreva a ritmo serratissimo ma in maniera perfetta, con dei tempi teatrali incredibili.

Una scenografia particolare (una casa in costruzione che parte da una cantina disadorna per arrivare poi all'attico e all'apoteosi finale, raffigurata dal tetto), i tre piani "di casa" che scendevano dall'alto, andando ad incastrarsi perfettamente uno sull'altro, formando tre diversi palchi attrezzati, con spazi ritagliati che scorrevano attorno ai musicisti senza che questi dovessero spostarsi o smettere di suonare. Il gioco coordinato delle luci era calibratissimo; e che dire dei numerosi "aggeggi" e "trucchi" che, ad ogni cambio di canzone, comparivano miracolosamente per stupire la platea (il vecchio Revox a bobine dipinto di bianco, le braci ardenti sotto la branda, l'acquario che si trasforma in cucina economica, bauli che svelavano vestiti di scena e altri ammennicoli, un telescopio che si trasforma in doppio riflettore per spazzare la platea con fasci di luce, e altro ancora).

Un meccanismo perfetto di altissimo livello tecnologico; ad un livello così non erano arrivati neanche i Pooh nei loro momenti migliori. Piuttosto i Pink Floyd o l'Electric Light Orchestra!

Insomma, da questo punto di vista…niente da eccepire, solo da ammirare.

Così come da ammirare è stata la tenacia e la generosità di Baglioni che ha avuto la forza di cantare per più di tre ore ininterrottamente (e le sue non sono certo canzoni dalle tonalità basse.

E poi, diciamolo pure, è un bel tipo: una bella figura, alto, un look "alla Richard Gere" che faceva impazzire tutte le donne presenti (ed erano almeno il 70% del pubblico).

Sulla parte musicale, invece, avrei qualche cosa da dire anche se, quando ho capito la chiave di lettura dello spettacolo, mi sono lievemente ricreduto.

In pratica, quando una voce fuori campo ha annunciato "il Concerto di Claudio Baglioni" solo dopo due ore di show….mi sono accorto che quello era un modo che Baglioni aveva per dichiarare al pubblico: "Ecco, lo so che la musica che faccio adesso forse non vi piace e non vi convince come le mie vecchie canzoni, ma non posso neanche andare avanti a cantare sempre "Passerotto non andare via…". Ecco, questa è la mia musica di adesso ma, nell'ultima ora dello show, vi presento quello che Voi vorreste essere il mio spettacolo". E a quel punto Baglioni rovescia sulla gente una valanga di canzoni indimenticabili, tutte da hit parade: "Solo", "Strada facendo", "Piccolo grande amore", "Volo d'aliante", "Poster", "Io sono qui", "La vita è adesso", "Via"..

Devo ammettere anche che il tipo di sonorità e di arrangiamenti scelti da Baglioni (sempre così "grassi", sovrabbondanti, con una marea di tastiere e suoni polifonici) li trovo un po' datati e appiattenti. Così come priva di colore e di dinamica era la base ritmica mentre bravissimo era il quintetto d'archi che li accompagnava così come ineccepibilmente all'altezza della situazione si è dimostrato il sempre bravo Paolo Gianolio alla chitarra.

Bilancio definitico?

Grande spettacolo con finale ricco di emozioni (se si superano, indenni, le prime due ore).

 
 Informazioni 
 

Furio Sollazzi

Pavia, 19/03/2004 (1759)

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